Briatore: “Sacrificio lavorare lontano da casa? Chi ha le palle va fuori”

“Ragazzi, c'è gente che lavora 15-18 ore al giorno in città diverse con fatiche enormi, parlo di ragazzi italiani che si fanno un mazzo così. Conosco chi è arrivato negli Usa per fare il cameriere 8 anni fa e oggi ha 12 ristoranti”

Flavio Briatore

“Quando sento che è difficile essere lontano da casa per un ragazzo di 24 o 25 anni penso che è incredibile: negli USA i ragazzi a 17 anni lasciano le famiglie e cercano una propria strada. Conosco ragazzi italiani arrivati a New York otto anni fa per fare i camerieri e oggi hanno 12 ristoranti”. Così Flavio Briatore, imprenditore di successo, intervenendo a #Cartabianca da Bianca Berlinguer. “E’ pieno di capitali che cercano investimenti, quando il capitale vede che ci sono ragazzi che hanno voglia di fare investono”.

“E’ un sacrificio andare lontani da casa? Ragazzi, c’è gente che lavora 15-18 ore al giorno in città diverse con fatiche enormi, parlo di ragazzi italiani che si fanno un mazzo così”.

Briatore continua: “E’ ridicolo parlare del sacrificio di andare fuori casa. Ma cosa vuol dire? Che vorrebbero andare a mangiare gli spaghetti con la nonna e la mamma tutte le domeniche? Se uno ha le palle va fuori, se uno ha voglia di fare va fuori”. “Ragazzi non siate teorici, ma siate pratici. Non pensate all’evoluzione del mondo ma a trovare un posto di lavoro per mantenere la famiglia, pagare i conti e gli affitti”.

26227-lavoro-estero-2“Si parla sempre di andare all’estero per studiare, ma io dico: andiamo all’estero per lavorare. Gli emigranti italiani che andavano all’estero con la valigia di cartone dormivano in 8 in una camera. Io mi ricordo che quando abbiamo iniziato i negozi Benetton negli Stati Uniti, venivano gli operai e dormivano nel negozio in cui lavoravano. Se mi si dice che 1300-1500 euro sono un traguardo, io non so come uno possa vivere con 1300 euro al mese sinceramente. Lo stipendio di un ragazzo che lavora nel mio ristorante a Londra è di 2500 sterline, mance escluse”.