Roma – Un sospiro di sollievo, o di speranza, per la tenuta del governo. A pochi giorni dalla sentenza Mediaset, gli eletti all’estero non sembrano intenzionati a tornare al voto. Con ItaliaChiamaItalia, commentano la condanna di Berlusconi, auspicando che la decisione dei giudici non influisca sulla tenuta dell’esecutivo. Tutti i partiti concordi tranne, naturalmente, il Movimento 5 stelle.
“Era ormai tempo che si arrivasse a una condanna definitiva e questa sentenza lo ha ribadito – dichiara l’onorevole Pd Laura Garavini -. Non è mia abitudine commentare le decisioni dei giudici, ma per quanto riguarda il risvolto politico, posso dire che non c’è nessuna connessione tra questa sentenza e le sorti del governo – rassicura la deputata democratica, aggiungendo che – sono state estremamente infelici le considerazioni di alcuni esponenti Pdl come, ad esempio Bondi, che ha parlato di un’Italia alle porte di una guerra civile, così come sono deprecabili gli attacchi alla magistratura e i toni inqualificabili utilizzati in questi giorni”. “Bisogna constatare, però, che il fatto che finora non ci siano state ripercussioni sul governo è positivo – conclude Garavini -, sarebbe stato fuori luogo, si tratta di un governo di larghe intese finalizzato a portare l’Italia fuori dallo stato di crisi ed è giusto che il Paese non venga tirato in ballo per vicende personali di questo tipo”.
“Si respira un’atmosfera di paura in Parlamento – racconta Renata Bueno, eletta alla Camera in Sudamerica con l’Usei -, la sentenza potrebbe avere dei contraccolpi sull’esecutivo, ma non sarebbe giusto. Dobbiamo credere nella giustizia – esorta la deputata italobrasiliana – , provengo dal mondo del diritto e mi fido molto della legge”. “Non dobbiamo mai mischiare giustizia e politica, le due cose camminano insieme ma, in questo caso, il processo di Berlusconi non c’entra con il mondo della politica, il governo dovrebbe essere abbastanza maturo da reggere il colpo e penso che lo sia. Stiamo creando la rinascita del Paese e, per farlo, l’Italia ha bisogno di un esecutivo forte”.
“La sentenza non ha fatto altro che confermare quanto sapevamo già da tempo – spiega Alessio Tacconi, eletto alla Camera in Europa -, con le varie prescrizioni e i vari indulti che non hanno impedito alla giustizia di compiere i suoi passi. Berlusconi ha, da sempre, una condotta poco limpida e, proprio per questo motivo, ciò che accadrà sarà frutto delle scelte fatte dagli altri partiti – aggiunge il grillino riferendosi alla possibilità di una crisi di governo -. Il Pd sapeva benissimo con chi si stava alleando, quanto espresso da questa sentenza non rappresenta né una novità, né un fulmine a ciel sereno”.
“Noi del Movimento 5 stelle non siamo stupiti, abbiamo scelto di non unirci a questa alleanza e di certo non cambieremo la nostra linea politica in questo momento. In base a quanto vediamo in Parlamento – conclude Tacconi – il governo può reggere e, per il momento, non sembra affatto a rischio, ma non so quanto tempo potrà durare un esecutivo basato su un equilibrio così precario”.
“Le sentenze si rispettano – dichiara Aldo Di Biagio, al Senato con Scelta Civica -. Non è possibile non notare, però, che la gaffe del presidente della Sezione feriale di Cassazione Antonio Esposito evidenzia come in questo Paese manchino degli equilibri. Non credo – aggiunge il parlamentare eletto in Europa – che la sentenza metterà a repentaglio questo governo, confido nel buon senso di tutte le parti coinvolte. Rispetto il delicato momento di crisi interna che sta attraversano il PdL, ma sono convinto che l’esperienza riformatrice avviata da questo governo debba andare avanti. Solo così riusciremo a realizzare, come già fatto in questi mesi, cose concrete in grado di migliorare la quotidianità degli italiani”.
Di ritorno da Marcinelle, Di Biagio ha poi aggiunto alcune considerazioni proprio sul nuovo corso della politica. “Sono stato molto felice di ascoltare il discorso della presidente della Camera, Laura Boldrini, è stato molto toccante e commovente e non poteva essere altrimenti, poiché riguardava temi a lei sempre molto cari. Insieme all’aspetto istituzionale, però, mi ha colpito favorevolmente anche un altro più pratico – ha spiegato il senatore -. Sono stato contento di vedere la presidente Boldrini viaggiare in low cost, la terza carica dello Stato che viaggia in Ryanair come una qualsiasi persona comune: è il segno dei tempi che cambiano”. Finalmente, aggiungiamo noi.
































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