Argentina, la lente del governo Macri su 75mila lavoratori statali

Il nuovo governo argentino del presidente Mauricio Macri ieri ha compiuto il primo passo per la revisione delle numerose nomine di dipendenti pubblici effettuate nella fase conclusiva della gestione kirchnerista. In particolare l’Esecutivo valutera’ i contratti temporanei di 64 mila impiegati statali e di 11 mila dipendenti pubblici assunti attraverso concorso pubblico (2.500 dei quali sono gia’ effettivi), per un totale di 75 mila lavoratori.

La prima fase del processo di verifica riguardera’ circa 24 mila dipendenti che hanno un contratto in scadenza il 31 dicembre. Il governo Macri ha prorogato di tre mesi la scadenza dei loro contratti per valutare le loro posizioni. Questo primo gruppo e’ composto da contratti stipulati negli ultimi tre anni, mentre ad altri 40 mila lavoratori interinali – con contratti piu’ vecchi – i termini sono stati prorogati di un altro anno, durante il quale saranno ugualmente analizzate le loro attivita’ nell’ambito statale.

"Ci interessa capire il perche’ del notevole aumento del numero di contratti. Non ricorreremo a nessun criterio ideologico", ha spiegato a "La Nacion" il ministro della Modernizzazione, Andre’s Ibarra.

Durante il governo di Nestor Kirchner sono stati stipulati 2.056 contratti pubblici, ma il numero e’ salito vertiginosamente a 7.840 negli ultimi tre anni, durante i quali ha governato sua moglie Cristina Fernandez de Kirchner. "Dobbiamo chiarire se queste persone stanno effettivamente lavorando, quali attivita’ stanno svolgendo, dove sono i loro posti di lavoro. Non possiamo creare uno Stato moderno ed efficiente, se prima non riordiniamo il settore del pubblico impiego", ha affermato Ibarra, aggiungendo: "Faremo un lavoro serio e professionale nei prossimi mesi. E se valuteremo che il lavoro di queste persone non corrisponde a nessuna urgenza o necessita’ allora non lavoreranno piu’ nello Stato".