Altri due morti in montagna, 7 vittime in una settimana

Altri due morti in montagna, due escursionisti, caduti mentre percorrevano in Piemonte e in Alto Adige sentieri non particolarmente impegnativi: in almeno un caso forse la causa e’ il terreno ghiacciato che, in un inverno senza neve, rende pericolosissimi anche i tratti non in forte pendenza. Una situazione climatica particolare, che da una parte invoglia a fare gite di tipo estivo (non c’e’ per niente neve neanche a quote elevate), ma molto pericolosa secondo gli esperti che invitano a non sottovalutare le insidie del ghiaccio, a volte nascosto sotto le foglie. Con il risultato che il bilancio di una settimana di incidenti in montagna e’ di almeno 7 morti sulle Alpi italiane. Il bilancio delle ultime ore vede un altoatesino di 54 anni precipitato durante un escursione nel gruppo di Tessa, in Alto Adige.

L’incidente e’ avvenuto il giorno di Santo Stefano, ma solo oggi si e’ scoperta la tragedia. I familiari sabato sera non vedendo rientrare l’uomo dalla sua gita sull’Alta Via di Merano, avevano dato l’allarme. I soccorritori hanno individuato e recuperato la salma sotto un canalone. Probabilmente l’uomo e’ scivolato sul ghiaccio cadendo per una cinquantina di metri. L’altro incidente ha visto coinvolto un escursionista, morto fra le montagne delle Valli di Lanzo, nel Torinese. L’uomo e’ precipitato da un sentiero che, ripercorrendo un’antica ferrovia, la "Decauville", collega la zona di Usseglio al lago di Malciaussia. A dare l’allarme e’ stato il compagno di gita. Sul posto, oltre agli operatori del soccorso alpino, e’ arrivato anche un elicottero. Ma per l’escursionista non c’e’ stato nulla da fare.

Anche la giornata di Santo Stefano era stata funestata da due incidenti mortali, in Valle d’Aosta e in Friuli. La prima vittima, Fabio Salerno, di 30 anni, residente a Carignano (Torino), era precipitato mentre scalava la cascata di ghiaccio Maitresse de Chamois, sopra Bionaz. Il secondo incidente era avvenuto in Friuli-Venezia-Giulia. Un escursionista di 63 anni, R.S., residente a Trieste, ha perso la vita dopo essere precipitato per un centinaio di metri nei pressi della Creta di Timau, parete rocciosa a pochi chilometri dal confine con l’Austria. Il 22 dicembre erano morti due alpinisti lombardi mentre scalavano il Bernina, nel territorio compreso tra Valtellina e Svizzera, mentre il 20 dicembre una donna di 45 aveva perso la vita durante un’escursione sulla Cima Busa Alta, nel gruppo del Lagorai, in Trentino.