Un giovane su 3 per Natale desidera una esperienza all’estero

Tante le ragioni che spingono i giovani a puntare su un'esperienza formativa fuori dal Belpaese, ecco quali sono secondo lo studio Espresso

Piccola rivoluzione nella lista dei desideri del Natale 2016 dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni. Moto e auto nuove sono superate, e al quarto posto dei regali piu’ desiderati si classificano le esperienze formative all’estero. Una tendenza omogenea, da Nord a Sud, che vede le donne piu’ motivate a fare esperienza in Europa, Usa e Cina, con il Paese asiatico tra le mete piu’ gettonate.

Secondo i dati dello studio promosso dall’agenzia Espresso Communication su un campione di circa 1200 giovani tra i 18 e i 29 anni, al primo posto si confermano i prodotti hi-tech come smartphone, tablet, pc e consolle (49%), seguiti da abbigliamento e accessori firmati (45%), viaggi di piacere (38%), che precedono proprio le esperienze all’estero (27%); a seguire animali domestici (26%), auto e moto (22%), attrezzature e corsi sportivi (20%), trattamenti di benessere e tatuaggi (13%).

Tante le ragioni che spingono i giovani a puntare su un’esperienza formativa fuori dal Belpaese, dalla possibilita’ di sperimentare nuovi contesti lavorativi all’opportunita’ di tornare in patria con un bagaglio di conoscenze, non solo linguistiche, che possa permettere un miglior posizionamento professionale, fino al semplice desiderio di respirare un’aria diversa. Il 25% del campione intervistato, infatti, ha dichiarato di desiderare un viaggio formativo proprio a causa dell’insoddisfazione diffusa che si respira nel nostro Paese, anche se prevale la volonta’ di imparare una lingua straniera in loco (45%), acquisire competenze tecniche in un contesto internazionale (42%) e allargare il proprio network di contatti (29%).

15924-lavoro-esteroSecondo Chiara Grosso, Presidente e CEO di FourStars, societa’ accreditata al ministero del Lavoro coinvolta nello studio “i giovani d’oggi sanno bene che non e’ piu’ sufficiente avere in tasca una laurea per poter entrare da subito nel mondo del lavoro. Per questo – prosegue – pretendono che i percorsi formativi non siano fatti di sola teoria, ma che diano la possibilita’ di sperimentare in prima persona i contesti professionali. Poi c’e’ la questione della competitivita’ ed esclusivita’: i giovani italiani vogliono si’ andare all’estero, ma la maggior parte di essi preferisce fare ritorno per poter mettere a frutto qui, nel proprio Paese, le competenze acquisite. È partendo da questi desideri di ambizione che abbiamo pensato gli 11 programmi di stage in Cina: percorsi ad hoc in un Paese in crescita continua, dove avere un’idea significa poterla realizzare, impegnarsi vuol dire avere responsabilita’”.

Tra le mete predilette l’Europa va per la maggiore (33%), con la Germania che si attesta al 12% e il Regno Unito al 15%, essendo percepiti come i Paesi con piu’ opportunita’ lavorative. Seguono gli Stati Uniti con il 28%, con in testa New York (14%) e Los Angeles (11%), e i Paesi asiatici (24%), con la Cina tra le mete piu’ ambite (15%).

26257-giovani-fuga1Da Nord a Sud il fenomeno si sviluppa in maniera omogenea, rispettivamente con un’incidenza del 29 e 25 per cento, con Milano (23%) e Napoli (21%) che superano Torino (19%) e Roma (17%). La propensione verso i viaggi professionalizzanti e’ donna, con un 31% del gentil sesso che afferma di preferire questo genere di regalo a quelli piu’ tradizionali o di tendenza contro il 23% dei coetanei di sesso maschile.

A spingere i ragazzi ad investire in una fase formativa fuori confine anche le forti trasformazioni del mercato del lavoro e l’avvento di nuove professionalita’ sempre piu’ ibride e legate alle dinamiche digitali.

“Siamo ormai nell’economia della conoscenza – dichiara Cristian Balducci, professore di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni all’Universita’ di Bologna – Recenti dati Istat corroborano l’idea che investire in conoscenza e rimanere disposti a farlo per tutta la vita lavorativa siano fattori protettivi importanti, sia in termini di successo nella ricerca di un lavoro, sia perche’ diminuiscono il rischio di perderlo anche in situazioni di crisi”. (Ara/Dire)