Fedi (Pd), interrogazione per sollecitare accordo pensioni con Nuova Zelanda

Marco Fedi, Pd

“In attesa da quasi 20 anni i 4000 italiani residenti in Nuova Zelanda non capiscono i motivi per i quali Governo e Parlamento italiani non hanno ancora ratificato l’accordo di sicurezza sociale già firmato nel 1998 e approvato dal Parlamento neozelandese. Ho presentato perciò proprio in questi giorni una interrogazione ai Ministeri degli Affari Esteri e del Lavoro per capire le ragioni del ritardo, per spiegare l’importanza dell’accordo per i nostri connazionali, per sollecitare la ratifica”. Così in una nota Marco Fedi, deputato eletto all’estero del Pd e residente in Australia.

“Nell’interrogazione, sottoscritta anche dai deputati Farina, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi – sottolineo che l’accordo con la Nuova Zelanda è molto importante perché mira a coordinare i rispettivi sistemi di sicurezza sociale e favorire l’accesso delle persone che si spostano da un Paese all’altro alle prestazioni di sicurezza sociale e pensionistiche previste dalle rispettive legislazioni.

Ho ricordato al Governo che nel mese di febbraio 2014 il Consiglio dei Ministri aveva approvato l’accordo di sicurezza sociale con la Nuova Zelanda, insieme agli accordi con Canada, Israele e Giappone, (che successivamente venivano ratificati dal Parlamento italiano) ma poi si era “dimenticato” di accompagnarlo all’approvazione parlamentare. Giova ricordare che le associazioni rappresentative degli italiani residenti in Nuova Zelanda e la stessa comunità italiana hanno da tempo sottoscritto una petizione per sollecitare le autorità competenti italiane – Governo, Parlamento e Istituzioni – ad adoperarsi per la ratifica dell’accordo. Per ciò che riguarda le perplessità sollevate sul lungo tempo trascorso dalla firma dell’accordo ho argomentato più volte e in numerose sedi istituzionali e politiche che nonostante il tempo trascorso, l’accordo si potrebbe ratificare, ed in seguito, adottando le procedure amichevoli previste da tutte le convenzioni di sicurezza sociale stipulate dall’Italia, potrebbe essere aggiornato per riflettere le eventuali modifiche intervenute nei sistemi nazionali di sicurezza sociale dei due Paesi contraenti”.

“Nella mia interrogazione ho chiesto quindi ai ministeri competenti quali urgenti misure intendono adottare affinché sia ripreso e concluso l’iter procedurale e legislativo che porti alla ratifica dell’accordo di sicurezza sociale tra Italia e Nuova Zelanda, siano tutelati tanti nostri connazionali emigrati in Nuova Zelanda e rispettati gli impegni formalmente presi quando l’accordo fu firmato quasi venti anni orsono, siano soddisfatte le legittime aspettative di tanti italiani residenti in Nuova Zelanda – conclude Fedi – e siano così consolidati e rilanciati i già buoni rapporti che intercorrono tra i due Paesi”.

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