Gazzola (MAIE): Eletti all’estero campioni di produttività… su Openpolis!

Mariano Gazzola (Vicesegretario CGIE): “Noi italiani all’estero abbiamo bisogno di dirigenti politici veri e non di peones al servizio dei partiti romani”

“La settimana scorsa, Openpolis – l’associazione che lavorando con gli “open data” cerca di promuovere la partecipazione civica – ha pubblicato il suo “indice di produttività parlamentare” che sarebbe una specie di “classifica” dei  rappresentanti nel Parlamento italiano. La  stessa organizzazione Openpolis chiarisce che questo indice non dice se il lavoro di un certo parlamentare sia buono o cattivo, ma ha lo scopo di far crescere l’autostima di quei parlamentari che, verificato di essere nella “parte alta” della classifica, corrono a pubblicare la notizia sul web. Quasi fossero dei bambini che al lunedì tornando a scuola esibiscono trionfanti la coppa vinta la domenica al torneo parrocchiale di calcio balilla, al grido di  “sono un bravo campione”. Nella trappola dell’esibizionismo cadono tutti, prima o poi, anche i parlamentari. Così ci è capitato di vedere uno dei nostri eletti all’estero pubblicare sui social network ed etichettare con i nomi di tutti i suoi contatti –  dirigenti della comunità italiana e non solo – la foto della classifica che lo vede 3° sui 630 deputati in quanto a “produttività”. Peccato che tanta produttività sia stata utilizzata per appoggiare negli ultimi 4 anni un governo di sinistra che ha distrutto la rete Consolare, ci ha riempito di tasse (come i 300 euro sul diritto di cittadinanza) ha tagliato sistematicamente i fondi per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero ecc ecc”. Così Mariano Gazzola, Vicesegretario del CGIE e coordinatore del MAIE Argentina.

“Tornando alla classifica Openpolis, è da evidenziare che però tra tutti i parlamentari delle diverse forze politiche italiane, quelli veramente importanti, quelli che dettano l’agenda, quelli che prendono le decisioni, insomma, i politici che contano, sono in fondo a questa classifica. Per esempio: Roberto Fico e Alessandro Di Battista (due noti  esponenti del M5S) sono al 369°posto, Silvio Berlusconi (nella precedente legislatura) al 577°; Giorgia Meloni (Presidente di Fratelli d’Italia) al 489°, Matteo Orfini (Presidente e segretario ad interim del PD) al 609°; Pier Luigi Bersani (ex segretario PD) al 611°. Interessante vedere che per esempio, nella precedente legislatura, l’attuale Ministro di Giustizia (e sfidante alla segreteria del PD) Andrea Orlando, è finito al 473° posto, l’attuale Ministro degli Esteri Angelino Alfano (leader di NCD) era al 491°, mentre l’attuale Primo Ministro Gentiloni (sempre nella precedente legislatura) è finito al 469° posto”.

“Nella Camera Alta, al Senato, l’indice pone tra i migliori senatori per produttività parlamentare Antonio Razzi (al 61° posto su 315)… sí, sí, proprio Razzi è uno tra i più “produttivi”! Il nostro onorevole, che oggi  si vanta di questo piazzamento in classifica, nella passata legislatura era finito al 369° posto. Allora prima – negli anni dal 2008 al 2013-  non lavorava, e adesso sì? Se tale classifica comportasse una conseguenza misurabile scientificamente, l’indice di produttività Openpolis sembrerebbe determinare inversamente la possibilità di essere rieletto nella circoscrizione estero. Guardiamo, infatti, ad esempio il caso dell’onorevole classificato 2° alla Camera dei Deputati nella precedente legislatura (Franco Narducci): Narducci è stato sconfitto con le preferenze da colleghi piazzati più in fondo a quella classifica”.

“Qual è allora la conclusione? Che un eletto all’ estero sia tra i primi nella classifica Openpolis, per noi, non solo non conta niente, ma non è neanche di buon auspicio per la sua rielezione: per noi italiani all’estero è più importante avere dei veri dirigenti politici eletti, che portino avanti un progetto autonomo e indipendente di costruzione politica del potere, piuttosto che avere “PEONES”, diligentemente seduti nei banchi del parlamento, a votare secondo le direttive dei partiti romani e lontani dalla nostra realtà”.