Italiani all’estero, Antonella Rebuzzi presidente di “Noi Italiani nel mondo”

“Rebuzzi non ha mai perso il legame e i contatti con i nostri connazionali all’estero, ancora oggi è stimata e amata da molti”

Antonella Rebuzzi presidente di “Noi Italiani nel mondo”, movimento fondato recentemente da Emanuele Esposito. Rebuzzi, già senatrice di Forza Italia, dopo il suo passaggio in Parlamento ha continuato a lavorare come imprenditrice nel settore dell’import-export e della ristorazione italiana di qualità.

“Rebuzzi non ha mai perso il legame e i contatti con i nostri connazionali all’estero”, sottolinea Esposito. “Quindi chi meglio di lei che vive all’estero e viaggia tanto per il mondo conosce i problemi dei nostri concittadini? Antonella Rebuzzi, italiana all’estero doc, è una imprenditrice di successo che opera fra la Russia e la Germania nel campo della ristorazione italiana di qualità e del made in Italy. La Senatrice Rebuzzi ha portato a Mosca il marchio prestigioso dell’italianità, nel campo enogastronomico ma anche culturale: sono diversi gli eventi di spettacolo organizzati da lei per esportare le nostre eccellenze, da quello con Al Bano, artista di fama internazionale, tenutosi proprio in uno dei suoi ristoranti, alle manifestazioni di vero e proprio mecenatismo benefico per promuovere la presentazione e il successo di giovani talenti in vari settori”.

“Il suo percorso politico a favore dei connazionali residenti in Europa è di tutto rispetto”, sottolinea Esposito. “Amata e stimata da molti, Antonella Rebuzzi diventa senatrice nel 2006 con Forza Italia. Durante la legislatura, pur stando all’opposizione (era il governo Prodi) ha saputo rappresentare al meglio in Senato gli interessi degli italiani d’Europa. Suo è il progetto di legge a favore dei ristoranti italiani nel mondo, tante sono state le sue mozioni presentate; una tra le tante una che è ancora un tema all’ordine del giorno, quella cioè riguardante l’assistenza sanitaria in Italia per gli italiani all’estero iscritti all’Aire, problematica che nessuno dei parlamentari dal 2006 a d oggi è riuscito a risolvere”.