Sinistra allo sbando, Renzi inconcludente – di Leonardo Cecca

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ospite della trasmissione di La7 "Bersaglio mobile", Roma, 18 luglio 2013. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Ritengo che quello che sta accadendo (la crisi, sia economica che politica, peggiore dal dopoguerra) si possa definire il grande "trionfo" della sinistra italiana e di tutte quelle forze cha ad essa si riconducono. Siamo diventati ormai una terra di conquista di immigrati che arrivano, pretendono e, purtroppo, ottengono quello che vogliono in quanto abbiamo solo governi calabraghe e politicanti populisti ed in cerca di poltrone che se ne fregano di chi paga le tasse e dei nostri poveri. 

Abbiamo un governo che colleziona ridicolaggini pure se il suo capo continua a sbrodolarsi a tutto andare e si mostra orgoglioso delle nullità raccolte. Con la questione del Tfr sembra che continui il gioco delle 3 carte iniziato con gli 80 euro e l’unica attività che in questi mesi ha saputo portare in porto è stata quella di trovare le poltrone per gli amici.

C’è una sinistra che mai è stata così divisa per colpa di una poltrona, quel "Renzi si deve ricordare che governa con il mio 25%" detto da Bersani e l’ironia ed il livore che trapelano dalle enunciazioni del "saggio" D’Alema ne sono la cartina di tornasole.

I sindacati sembrano più sbandati che mai e si riducono, per questioni di pura visibilità, a minacciare uno sciopero generale che di certo creerà solo danni all’economia, ma questo per loro è solo un fattore marginale se non addirittura nullo. Sinistra e sindacati sono arrivati al punto di farsi la guerra sull’articolo 18, quando loro – i sindacati – non lo hanno mai applicato, in quanto una legge apposita li esenta dal tenerne conto. Certo nel fare le leggi "truffa" (vds legge rimborsi elettorali e legge Mosca, tanto per citarne due, ma sono un’infinità) i nostri politici sono impareggiabili.

Ora, grazie alla oculata scelta dell’abbandono del nucleare, voluta dalla sinistra e dai verdi, ed alla saggia decisione degna di uno statista da premio Nobel che ha aderito all’embargo a danno della Russia, ci troviamo con meno lavoro e con costi dell’energia più alti. Un governo appena saggio avrebbe dato corso ai lavori in Basilicata per l’estrazione di idrocarburi e messo in campo studi per un maggiore sfruttamento geotermico, ma resta immobile al cospetto dell’ottusità più sfrenata dei verdi, della sinistra estrema e di quanti si definiscono "ecologisti".

Un discorso a parte meritano le grandi opere ferme ai progetti, come se per creare i posti di lavoro possa bastare la parlantina del giovane fiorentino e/o del comico genovese. Sembra quasi la storia di quel tale che per fare un torto alla moglie si evirò.

Per quanto succintamente riepilogato ritengo che sia proprio il caso di dedicare un giorno dell’anno al ricordo di tutte le "grandi e sagge scelte" operate da questa corrente politica nata con il  PCI e successivamente convolata a nozze con la DC. Napolitano, comunista di vecchio stampo, in un momento così critico per tutto il "sistema Italia" causato soprattutto da tre governi non legittimati dalle urne, ma da lui voluti per salvare il salvabile della sinistra, si limita, con discrezione, ad invitare alla prudenza ed alla diplomazia, come se lui non fosse il maggior responsabile. A questo punto però, per quel minimo rispetto dovuto agli italiani, dovrebbe farsi da parte, ma, purtroppo, per certe persone vale solo il detto "la poltrona innanzi tutto".