Parma, razzismo al contrario – di Marco Chierici

Premesso che la parola “razzismo” è la più storpiata, male utilizzata e presa per i capelli in questi ultimi anni, ritengo che quando si parla di questo delicato argomento, lo si debba fare con lo stesso metro di giudizio, a 360°. E’ evidente che non è affatto così.

Questo che è possibile vedere nell’immagine è un annuncio di lavoro esposto in una vetrina del centro storico di Parma, città in cui vivo. La foto è di pochissimi giorni fa. Una piccola pizzeria “al taglio” che cerca specificatamente o un filippino o un pakistano da assumere. Anche dopo che la foto è girata parecchio, non ho sentito nessuna obiezione, nessuna polemica, né dai quotidiani, né dalle associazioni sindacali o che si occupano di diritti civili.

Essendo in pieno centro storico, come l’ho visto io questo cartello esposto, lo hanno visto migliaia di altre persone, ma nulla, a mio sapere, si è provveduto a fare in difesa della legalità. La discriminazione è indubbia ed evidente.

Pensiamo invece per un momento a cosa sarebbe accaduto se un locale avesse esposto un annuncio richiedendo in maniera altrettanto esplicita un cameriere lavapiatti italiano oppure europeo oppure bianco. Pensiamoci. Ecco, e se dopo averci pensato, siamo intellettualmente onesti, capiamo bene che la notizia sarebbe finita non solo su quotidiani nazionali, ma anche in qualche talk show televisivo. Tutto qui, volevo porre all’attenzione dei lettori quanto accade nella ex bella Parma nel silenzio più assordante.