Matteo Renzi e i mille giorni che (non) contano – di Margherita Genovese

Fermiamoci alla scuola, e a proposito di valutazione, cominciamo dalla pagella al nostro amatissimo premier, che ha lastricato la strada del suo governo di buone intenzioni e soprattutto di mille parole.

In sintesi: Lingua e Letteratura Italiana 8. Matematica e Scienze (economiche) 4. Inglese: 6. Francese: 4. Rapporto con i compagni: 10, grazie a una spiccata propensione alla leadership e alla progressiva sapiente manipolazione del pensiero autonomo.

Giudizio globale: ha mostrato buone capacità di comunicazione e prontezza di riflessi; riesce a cavarsela dinanzi alle domande a sorpresa e a risolvere a suo favore anche le situazioni più imbarazzanti. Qualche perplessità sulle reali competenze amministrative, abilmente mimetizzate dal fiume di messaggi in itinere sulle iniziative in campo e dalla continua proroga degli obiettivi da raggiungere.

Dunque, gli italiani hanno già capito quali sono le qualità di questo cavallo di razza che si chiama Matteo Renzi: adattare il passo "passo dopo passo", a seconda degli eventi nazionali e internazionali; evitare il galoppo e misurarsi sul trotto, sempre elegante e attraente per il pubblico. Nessuna corsa, ma passeggiate misurate tra bagni di folla plaudente e selfie di simpatia.

L’ultima, sulla scuola, è la più comica: da una parte si promette che dal 2015 saranno azzerate le graduatorie permanenti (per chi non lo sapesse, quegli elenchi infiniti di precari storici che ad ogni aggiornamento delle stesse aumentano a dismisura per l’inserimento di nuovi aspiranti); dall’altra, si mette già in cantiere un nuovo concorso per lo stesso anno, come se gli istituti scolastici e le cattedre si moltiplicassero; quando presumibilmente, visto che tutti i posti disponibili saranno stati già attribuiti, si creeranno nuovi disoccupati e nuovi precari.

Mi vengono in mente quelle fabbriche che sfornano di continuo macchinari ed elettrodomestici e pretendono che ci si compri una macchina l’anno e un frigorifero ogni due per poi lamentarsi dell’invenduto.

Ma che tipo di strategia è questa? Cosa dobbiamo pensare dinanzi ad annunci così rocamboleschi? Forse che nel 2015 ci saranno nuove elezioni e bisogna trovare la formula magica che garantisca i voti degli statali come nel caso degli 80 euro? Un colpo al cerchio e uno alla botte? Si vogliono dare speranze a tutti? Si promette il lavoro che non c’è? La mia fiducia comincia a franare, ma sono attendista. Del resto, a voler cercare tra i papabili, non vedo un possibile sostituto. E di chiacchieroni ce ne sono tanti.