Marò italiani all’estero, India e Italia verso ‘soluzione consensuale’?

L’India sta valutando una proposta dell’Italia per una "soluzione consensuale" della vicenda dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone accusati di aver ucciso due pescatori indiani nel 2012. Lo riferisce oggi il quotidiano The Economic Times. Secondo alte fonti governative, il governo ha deciso di tenere "presto" una riunione presieduta dal consigliere per la sicurezza Ajit Doval per studiare la soluzione offerta da Roma per risolvere la crisi.

E’ dunque possibile un colpo di scena nel caso dei due fucilieri di marina, da oltre due anni trattenuti in India. Il ministero dell’Interno sta preparando una nota in risposta alla proposta italiana che passera’ al vaglio degli esperti legali del governo. "Entrambe le parti si stanno parlando ora per trovare una soluzione", ha dichiarato una fonte vicina alla parte italiana.

Intanto Catherine Ashton, l’Alto rappresentante per la Politica estera europea, rispondendo a una interrogazione di Antonio Tajani, europarlamentare di Forza Italia e vice presidente del Parlamento Europeo, afferma: "L’Unione europea ha esortato l’India a trovare al piu’ presto una soluzione rapida e soddisfacente alla controversia, in base alla Convenzione dell’Onu sul diritto del mare e al diritto internazionale. L’UE ha inoltre ribadito che i ritardi nel processo dei due maro’ sono del tutto inaccettabili".

Per Tajani “la risposta della Baronessa Ashton alla mia interrogazione conferma l´impegno dell’Europa per la rapida soluzione del caso dei due Marò. Dalle parole dell’Alto Rappresentante emerge forte la condanna nei confronti dell’India per i ritardi accumulati nell’affrontare la vicenda. Da Bruxelles continuerò a vigilare affinchè vengano prese tutte le iniziative UE necessarie alla liberazione dei due Marò".

Nel frattempo si apprende che il tribunale speciale di New Delhi che si occupa del processo dei marò ha aggiornato al prossimo 20 febbraio l’esame del caso. Il procedimento penale e’ attualmente sospeso su ordine della Corte Suprema che a marzo aveva ammesso un ricorso sull’incompetenza della polizia anti terrorismo della Nia a condurre le indagini. La prossima scadenza resta l’udienza del ricorso fissata dalla Corte suprema per il 12 dicembre 2014.