Manovra, Schiavone (CGIE): “Per gli italiani all’estero solo tasse e tagli”

“Nel corso dell'iter parlamentare della Legge di bilancio il Cgie assicura tutto l'impegno per contrastare le misure che penalizzano i cittadini italiani nel mondo"

Parlano chiaro i dati più recenti: cresce in continuazione il numero degli italiani che decide di lasciare il BelPaese per fuggire all’estero. Secondo Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE, l’Italia sembra ignorare l’emorragia di lavoratori che emigrano: “Sei milioni sono ormai gli italiani che vivono in giro per il mondo – ha detto a margine del Comitato di presidenza CGIE tenutosi questa settimana alla Farnesina – un’emorragia continua di cui nessuno sembra occuparsi mentre il Paese si impoverisce di forza lavoro e intelligenze”. “Interi paesi spariscono senza che si adottino politiche attive per porre un freno alle partenze o soluzioni per il rientro di tanti connazionali”.

Per Schiavone “è necessario che l’emigrazione rientri a pieno titolo nella programmazione del Governo, perche’ e’ giusto ricordare che il prodotto interno lordo italiano e’ fatto anche dalle rimesse degli italiani all’estero”. Invece, non solo “le rappresentanze italiane nel mondo vivono ormai grazie al volontariato” ma scarseggiano i fondi per la formazione lavoro e per la promozione della lingua.

Inoltre secondo Schiavone il taglio dei parlamentari eletti nelle circoscrizioni estere “non consente una rappresentanza congrua a quei sei milioni di persone che pur vivendo fuori del Paese hanno diritto a vedere difesi i propri diritti in Parlamento”. Per questo ha annunciato la “convinta” adesione del Cgie alla raccolta firme per un referendum costituzionale contro questa riforma.

In un post pubblicato sulla pagina Facebook del Consiglio generale degli italiani all’estero si legge: “Il raddoppio della tassa per la cittadinanza è ingiusta e penalizza i cittadini delle aree di crisi; ripristinare l’Imu sulla casa ai pensionati italiani all’estero è un grave errore e riapre una ferita mai sanata; contro il taglio dei parlamentari il Cgie si impegna nel referendum; non aumentare i contributi per i vari capitoli di spesa destinati agli italiani all’estero impedisce a Comites, Cgie ed Enti ad assolvere al loro mandato. Nella legge di bilancio 2020 non figura neanche la copertura per le elezioni dei Comites. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – si legge ancora nel post – orgoglioso del lavoro svolto negli ultimi anni anche per il bene del Paese, lancia l’allarme e chiama l’Italia alle sue responsabilità nei confronti di una comunità sempre più numerosa e variegata. Nel corso dell’iter parlamentare della Legge di bilancio il Cgie assicura tutto l’impegno per contrastare le misure che penalizzano i cittadini italiani nel mondo”.