M5S, “il taglio allo stipendio dei parlamentari è nel contratto di governo”

Francesco D’Uva (M5S): “Nel contratto di governo c’è il taglio ai privilegi e agli sprechi, secondo noi il taglio dello stipendio dei parlamentari rientra in questa voce”

Francesco D’Uva, capogruppo del M5S alla Camera, parlando del taglio allo stipendio dei parlamentari, a Radio Cusano Campus ha detto: “Vogliamo tagliare di un terzo il numero dei parlamentari e tagliare gli stipendi, o indennità, chiamatelo come volete. Noi del M5S l’abbiamo già fatto, ora però vogliamo farlo per legge per tutti, per restituire fiducia ai cittadini nelle istituzioni e dimostrare che si può fare politica in modo sano e non per arricchirsi”.

“In generale, questo ruolo è fondamentale ma non dipende da quanto uno guadagna. I primi parlamentari della storia repubblicana forse neanche prendevano lo stipendio, eppure nessuno si permetteva di dire che veniva svilito il ruolo di parlamentare. La vecchia politica che ci teneva tanto a guadagnare tanti soldi non ha saputo dare risposte ai cittadini. Non credo che qualcuno possa dire che noi del M5S lavoriamo male perchè guadagniamo di meno”.

“Attualmente un parlamentare, otre alla voce indennità di 5 mila euro netti, ha anche la voce rimborsi che arriva a 7mila. Noi restituiamo 2 mila euro, poi andiamo a rendicontare le spese: mille euro per attività parlamentari. Tutta la parte che non spendiamo la restituiamo. Alla fine ci teniamo 3500 euro di indennità e 3mila di diaria, anziché 12-13mila. Vedremo poi i dettagli, quanto riusciremo a scendere, sentiremo anche i nostri alleati di governo e anche le opposizioni. E’ normale che ci debba essere un dialogo che permetterà di raggiungere la migliore proposta che possiamo ottenere in questa legislatura. Nel contratto di governo c’è il taglio ai privilegi e agli sprechi, un po’ generico, ma secondo noi il taglio dello stipendio dei parlamentari rientra in questa voce”.

Sull’espulsione dei due senatori M5S e il problema dei numeri al Senato: “Mi pare che per quanto riguarda i due senatori, già prima non si poteva fare conto sul loro voto. Erano persone che non seguivano il gruppo e già questo era un elemento per fare un’espulsione, abbiamo aspettato anche troppo tempo per farlo. Alla Camera invece la situazione è diversa, nessuno si comporta così tra i miei colleghi deputati. Cerchiamo di dialogare all’interno del gruppo, non abbiamo problemi in questo momento alla Camera”.