La riforma della legge elettorale supera il passaggio del Senato e si prepara ad affrontare quello che potrebbe essere il tratto più delicato del suo percorso: la terza lettura alla Camera.
A Palazzo Madama il testo è stato approvato con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astensioni. Ora la partita si sposta a Montecitorio, dove il Governo dovrà gestire anche l’incognita del voto segreto e il possibile rischio dei franchi tiratori.
Proprio per questo, Palazzo Chigi sta valutando se porre o meno la questione di fiducia.
Legge elettorale, Ciriani: “Fiducia? Decideremo a tempo debito”
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, conferma che la decisione non è stata ancora presa.
“Per quanto riguarda la fiducia alla Camera il Governo deciderà a tempo debito se è opportuno porla o meno”, ha spiegato.
Una formula che lascia aperte tutte le possibilità. Il passaggio alla Camera viene considerato particolarmente importante perché il voto segreto potrebbe rendere meno prevedibile l’esito rispetto alla prova del Senato.
La maggioranza, quindi, dovrà dimostrare di essere compatta anche nell’ultimo decisivo passaggio parlamentare.
La Russa: “Sono ottimista”
Dal Senato arriva invece un messaggio di fiducia. Il presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, si dice ottimista dopo il via libera ottenuto dalla riforma.
“Sono ottimista”, ha dichiarato, sottolineando che al Senato è stato compiuto “un grande passo in avanti”.
La Russa respinge anche le accuse secondo cui il nuovo sistema sarebbe costruito per favorire una determinata parte politica. “Questa legge, alla fine, dà la possibilità a tutti di competere. Nessuno è favorito”, sostiene.
Premio di maggioranza al 42%
Uno degli elementi centrali della riforma è il premio di governabilità, che scatterebbe quando una coalizione raggiunga almeno il 42% dei voti validi in entrambi i rami del Parlamento.
Per La Russa, il meccanismo non garantirebbe automaticamente un vantaggio alla maggioranza attuale. La sua tesi è che qualsiasi coalizione, compresa quella guidata da Giorgia Meloni o un eventuale schieramento alternativo, possa raggiungere la soglia prevista.
“Fa vincere chi ha un voto in più”, sostiene il presidente del Senato, respingendo l’idea che la riforma possa essere considerata costruita su misura per una parte politica.
Casellati: “Sono ottimista che passerà anche alla Camera”
Anche la ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati, guarda con fiducia al passaggio di Montecitorio.
“Non vedo nessuno scoglio, sono ottimista che passerà anche alla Camera”, ha dichiarato, aggiungendo di non vedere al momento elementi tali da far pensare a un possibile ribaltamento dell’esito.
Più prudente, invece, sulla questione della fiducia: “Non lo so, facciamo un passo alla volta”.
E’ proprio questo il punto politico della giornata: il Governo deve decidere se affrontare il voto finale affidandosi alla compattezza della maggioranza oppure blindare il provvedimento attraverso la fiducia.
Come cambia la legge elettorale
Il testo approvato dal Senato, ribattezzato da Forza Italia “Stabilicum”, è destinato a sostituire il Rosatellum.
Tra le principali novità c’è un sistema proporzionale con premio di governabilità, che scatta al raggiungimento del 42% dei voti validi in entrambi i rami del Parlamento.
Sono previste inoltre le preferenze, ma con capilista bloccati, una soglia di sbarramento e l’indicazione del candidato premier da parte della coalizione. Il nome del candidato, però, non comparirà sulla scheda elettorale.
Un’altra modifica riguarda la raccolta delle firme necessarie per presentare le liste. Per le formazioni politiche non presenti in Parlamento il numero sale ad almeno 6.000 firme per ogni collegio.
La prova decisiva è a Montecitorio
Il via libera del Senato rappresenta un passaggio importante, ma non ancora definitivo.
La riforma dovrà ora superare la prova della Camera, dove il Governo dovrà fare i conti con il voto segreto e con la possibilità che eventuali malumori interni alla maggioranza emergano proprio al momento decisivo.
Per il centrodestra la sfida è quindi doppia: approvare definitivamente la nuova legge elettorale e dimostrare, nell’ultimo passaggio parlamentare, la tenuta della maggioranza.
La decisione sulla fiducia potrebbe essere il prossimo tassello della strategia del Governo. Ma, come ha chiarito Ciriani, la scelta sarà presa soltanto quando arriverà il momento.



























