La riforma della legge elettorale approvata dal Senato continua a scatenare proteste nel mondo politico e tra i rappresentanti degli italiani all’estero.
Dopo il voto di Palazzo Madama, arriva una dura presa di posizione della senatrice del Partito Democratico Francesca La Marca, eletta nella Circoscrizione Estero.
Secondo La Marca, il provvedimento “stravolge i cardini del sistema di rappresentanza politica e democratica” e rischia di danneggiare in modo particolare il diritto di voto degli italiani residenti fuori dall’Italia.
La Marca: “Una riforma sciagurata”
“Oggi, dopo una lunga e forte opposizione da parte del mio Gruppo del Partito Democratico, il Senato ha approvato questa sciagurata riforma della legge elettorale”, afferma La Marca.
La senatrice contesta soprattutto le motivazioni che, a suo giudizio, avrebbero portato alla modifica delle regole elettorali.
“Per ragioni di puro opportunismo politico”, sostiene, la riforma avrebbe finito per modificare profondamente il sistema di rappresentanza.
Nel mirino c’è soprattutto la parte relativa alla Circoscrizione Estero.
Circoscrizione Estero, La Marca contro la riduzione delle ripartizioni
La senatrice del PD era intervenuta in Aula durante l’esame degli emendamenti per chiedere la cancellazione della disposizione che riduce il numero delle ripartizioni della Circoscrizione Estero.
La Marca definisce questa scelta “drammatica e vergognosa” e la considera una delle disposizioni più penalizzanti contenute nella riforma per gli italiani residenti all’estero.
La modifica, già contestata da altri parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero, cambia infatti l’attuale equilibrio territoriale della rappresentanza.
“A rischio soprattutto le comunità meno numerose”
Secondo La Marca, l’impatto della riforma potrebbe essere particolarmente pesante per le comunità italiane con un numero più contenuto di elettori.
“Vi chiedo di continuare a mobilitarvi CONTRO questa scelta indegna”, afferma la senatrice, indicando tra i territori che potrebbero essere maggiormente penalizzati anche l’Australia.
Il timore espresso è che la concentrazione delle ripartizioni finisca per ridurre il peso politico delle comunità più piccole rispetto a quelle numericamente più consistenti.
“Rischia di spezzare il legame tra italiani all’estero e Parlamento”
È questo, secondo La Marca, il nodo centrale della questione.
Una rappresentanza più concentrata territorialmente potrebbe rendere più difficile, a suo giudizio, mantenere un rapporto diretto tra gli eletti e le comunità italiane residenti nei diversi Paesi.
“Una decisione pericolosa che rischia, di fatto, di spezzare irrimediabilmente il legame tra gli italiani all’estero e i loro rappresentanti in Parlamento”, sostiene.
Per la senatrice, il rischio è quello di svuotare di significato il diritto a una rappresentanza capace di dare voce a tutte le comunità italiane nel mondo.
La riforma passa alla Camera
Il voto del Senato non conclude comunque l’iter parlamentare della riforma.
Il provvedimento passa ora alla Camera dei deputati, dove sarà chiamata a pronunciarsi sul testo approvato da Palazzo Madama.
La Marca ritiene inoltre molto probabile che il Governo possa porre la questione di fiducia sul provvedimento.
Il confronto sulla legge elettorale è quindi destinato a proseguire, così come la mobilitazione annunciata dalla senatrice del PD.
Italiani all’estero, continua lo scontro sulla rappresentanza
La riduzione delle ripartizioni della Circoscrizione Estero si conferma dunque uno dei punti più controversi della riforma.
Dopo le critiche di altri parlamentari eletti all’estero, anche La Marca lancia un nuovo appello alle comunità italiane nel mondo affinché continuino a far sentire la propria voce.
La questione riguarda un principio fondamentale: come garantire una rappresentanza parlamentare realmente vicina agli italiani residenti nei diversi continenti, anche quando le comunità sono numericamente più piccole e geograficamente lontane.
Il passaggio alla Camera sarà ora il prossimo appuntamento decisivo. E per gli italiani all’estero, il dibattito sulla nuova geografia della rappresentanza è tutt’altro che concluso.































