La riforma della legge elettorale approvata dal Senato continua a far discutere, soprattutto per le nuove regole sulla Circoscrizione Estero.
A intervenire è Serena Pellegrino, consigliera regionale del Friuli Venezia Giulia di Alleanza Verdi e Sinistra, che definisce la scelta del Governo “miope” e lancia l’allarme sulla rappresentanza degli italiani nel mondo.
Per Pellegrino, infatti, le comunità italiane all’estero non sono una presenza marginale, ma rappresentano una parte integrante dell’identità del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia.
Circoscrizione Estero, cosa cambia
Il punto contestato riguarda la riduzione delle ripartizioni della Circoscrizione Estero alla Camera, che passano da quattro a due, e la trasformazione al Senato dell’intera Circoscrizione Estero in un unico collegio mondiale.
Secondo Pellegrino, questa modifica rischia di rendere più difficile il rapporto tra gli elettori e i loro rappresentanti.
“Si cancellano differenze geografiche, sociali e storiche enormi”, sostiene la consigliera regionale, sottolineando come le comunità italiane sparse nei diversi continenti abbiano caratteristiche, esigenze e percorsi migratori profondamente differenti.
Il rischio, nella sua lettura, è quello di trasformare realtà molto diverse tra loro in un’unica platea elettorale, indebolendo ulteriormente il legame tra territorio e rappresentanza.
Il caso del Friuli Venezia Giulia
Il tema assume un significato particolare per il Friuli Venezia Giulia, regione storicamente segnata dall’emigrazione e dai rapporti con le proprie comunità all’estero.
“Per una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia, segnata da migrazioni, esodi, minoranze linguistiche e da legami profondi con le proprie comunità all’estero, questa scelta è particolarmente miope”, afferma Pellegrino.
Dall’Europa alle Americhe, dall’Australia ai Paesi dei Balcani, la diaspora friulana ha costruito nel tempo una rete di relazioni culturali, sociali ed economiche che, secondo l’esponente di AVS, continua a rappresentare una risorsa per il territorio.
Lingua, memoria, associazionismo e rapporti economici sono parte di una storia migratoria che collega il Friuli Venezia Giulia a numerose comunità italiane nel mondo.
Pellegrino attacca Menia: “Scelta politica contraddittoria”
Nel mirino della consigliera regionale finisce anche il senatore triestino Roberto Menia, che nei giorni scorsi aveva presentato emendamenti per modificare le norme riguardanti gli italiani all’estero, salvo poi ritirarli.
Per Pellegrino si tratta di un comportamento contraddittorio.
“Ha sollevato questioni che avrebbero potuto anche essere fondate”, afferma, riconoscendo che Menia aveva contestato una riforma considerata penalizzante per la rappresentanza degli italiani all’estero. Ma, secondo l’esponente di AVS, il successivo ritiro degli emendamenti avrebbe dimostrato la prevalenza della disciplina di coalizione sulla difesa concreta delle comunità italiane nel mondo.
“Prima si richiamano le ragioni della rappresentanza, poi si accetta senza condizioni una norma che quella rappresentanza la indebolisce”, accusa Pellegrino.
“Meno diritti, meno partecipazione, meno rappresentanza”
L’attacco di Pellegrino non si limita alla legge elettorale. La consigliera collega la riforma alle recenti modifiche sulla cittadinanza italiana per discendenza, richiamando quella che definisce la “legge Tajani”.
Secondo la rappresentante di AVS, si tratterebbe di due interventi che vanno nella stessa direzione: ridurre il peso e la partecipazione degli italiani residenti fuori dai confini nazionali.
“Il Governo parla di italiani nel mondo, ma nei fatti ne riduce lo spazio democratico”, sostiene.
Una posizione che si inserisce nel confronto politico sempre più acceso sulla nuova configurazione della Circoscrizione Estero e sulle conseguenze che potrebbe avere per le comunità italiane distribuite nei diversi continenti.
“Gli italiani all’estero meritano una rappresentanza reale”
La conclusione di Pellegrino è netta: la rappresentanza degli italiani all’estero, a suo giudizio, non può essere semplificata cancellando le differenze tra territori e comunità.
“Gli italiani all’estero meritano ascolto, diritti e una rappresentanza reale, non dichiarazioni di circostanza né operazioni di pura convenienza politica”, afferma.
La partita, del resto, non è ancora conclusa. Dopo il via libera del Senato, la riforma della legge elettorale dovrà affrontare il passaggio alla Camera. Ed è proprio sulla nuova geografia della Circoscrizione Estero che il confronto politico promette di rimanere particolarmente acceso.





























