La riforma della legge elettorale arriva al passaggio decisivo al Senato. Dopo la conclusione dell’esame degli emendamenti, martedì 15 settembre, alle 10, sono attese in Aula le dichiarazioni di voto finale sul provvedimento.
Ma il testo continua a dividere maggioranza e opposizioni, soprattutto sulla raccolta delle firme necessarie per presentare le liste.
Una delle modifiche più contestate riguarda infatti la cosiddetta norma “anti cespugli”, pensata per contrastare la proliferazione dei piccoli partiti.
Legge elettorale, firme da 1.500 a 6.000
Per i partiti che oggi non sono rappresentati in Parlamento viene innalzato da 1.500 a 6.000 il numero di firme necessarie per presentare le liste in ciascun collegio.
La norma è stata duramente contestata dalle opposizioni, anche perché il Senato ha respinto le proposte relative alla possibilità di procedere alla raccolta digitale delle firme.
Il combinato disposto delle nuove regole rischia quindi di rendere più complesso l’accesso alla competizione elettorale per le forze politiche non presenti nelle istituzioni.
Italiani all’estero, cambiano le ripartizioni
La questione assume una particolare rilevanza per la Circoscrizione Estero, già interessata dalla modifica delle ripartizioni introdotta alla Camera.
Mentre in Italia i partiti non presenti in Parlamento dovranno raccogliere almeno 6.000 firme per collegio, all’estero resta invece il requisito di 500 firme per ciascuna ripartizione.
La modifica delle ripartizioni incide però concretamente sul numero complessivo di firme da raccogliere.
Per il Senato, infatti, le ripartizioni sono state ricondotte a una sola. Secondo quanto riferito, sarà quindi necessario raccogliere 500 firme per la cosiddetta “circoscrizione mondo”.
Un passaggio che riaccende il dibattito sulle regole elettorali per i milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali.
Menia: “La specificità dell’Estero doveva portare a una riflessione”
Nel corso della seduta sono state respinte anche le proposte presentate dal senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia per intervenire sulle modalità di voto degli italiani all’estero.
Menia ha annunciato il ritiro dei propri emendamenti “cum mestitia” e “per amore di coalizione”, ma le proposte sono state comunque sottoposte al voto dopo essere state sottoscritte dalle opposizioni.
Il senatore ha però ribadito la propria posizione critica: “La specificità dell’Estero doveva portare a una riflessione ulteriore”.
Una presa di posizione significativa perché arriva dall’interno della stessa maggioranza e riguarda direttamente la disciplina del voto nella Circoscrizione Estero.
Marcello Pera: “Una legge con notevoli problemi tecnici”
Alle critiche si aggiunge quella espressa nei giorni scorsi da Marcello Pera, ex presidente del Senato e senatore di Fratelli d’Italia.
Al momento del ritiro della propria proposta per l’introduzione del ballottaggio, Pera aveva definito il provvedimento “una legge che ha notevoli problemi di carattere tecnico”.
Le perplessità sul testo, dunque, non arrivano soltanto dai banchi dell’opposizione.
Voto fuori sede, estensione ai caregiver
Nel corso dell’esame concluso oggi, il Senato ha approvato anche l’estensione del voto fuori sede ai caregiver familiari, a condizione che il familiare assistito sia ricoverato in una struttura situata in un’altra Regione.
Una modifica che amplia la platea delle persone che potranno esercitare il diritto di voto al di fuori del proprio Comune di residenza.
Bolzano, modificata la composizione del collegio
Il provvedimento interviene anche sulla composizione del collegio di Bolzano.
La maggioranza ha ritirato la propria proposta correttiva rispetto alla modifica approvata alla Camera, sostenendo invece quella presentata dalla Svp.
La senatrice delle Autonomie Julia Unteberger ha definito la soluzione non ottimale, spiegando che si tratta comunque di un correttivo e che sarebbe stato preferibile lo stralcio della modifica introdotta a Montecitorio.
Secondo la nuova configurazione, il collegio comprenderà i Comuni di Bolzano e Laives, mentre la Bassa Atesina sarà accorpata a Merano.
Protesta sulla raccolta firme, in piazza anche Conte e Boccia
Intanto la protesta contro l’aumento delle firme non si ferma dentro il Parlamento. Fuori da Palazzo Madama, il promotore di Progetto civico Alessandro Onorato ha organizzato una manifestazione contro la modifica della disciplina sulla raccolta delle firme.
Alla mobilitazione hanno aderito diverse sigle e realtà politiche. Presenti anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e il capogruppo del Partito Democratico al Senato Francesco Boccia.
Domani il voto finale al Senato
Il testo della legge elettorale si prepara dunque al voto finale dopo una giornata caratterizzata da nuove modifiche, ritiri di emendamenti e proteste.
Tra i nodi più delicati resta quello dell’accesso alle elezioni per le forze politiche non rappresentate in Parlamento e, soprattutto, l’impatto delle nuove regole sulla Circoscrizione Estero.
Martedì alle 10 il Senato sarà chiamato a pronunciarsi definitivamente sul provvedimento. Poi la riforma proseguirà il suo iter istituzionale, mentre il confronto politico sulle nuove regole del voto è destinato a continuare.




























