Figli e nipoti di emigrati che, anche a distanza di generazioni, continuano a mantenere vivo il legame con Lucca e con la terra d’origine. È questo il filo conduttore della cerimonia dei Lucchesi distinti all’estero, organizzata all’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Lucca dall’Associazione Lucchesi nel Mondo insieme alla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest.
Un appuntamento dedicato alla comunità lucchese nel mondo, ma con lo sguardo rivolto soprattutto al futuro e alle nuove generazioni.
Lucchesi nel mondo, il legame con la terra d’origine
I protagonisti della cerimonia appartengono soprattutto alla seconda e terza generazione dell’emigrazione lucchese. Figli e nipoti di chi è partito dall’Italia e che oggi continuano a custodire una relazione con Lucca, la sua storia e la sua identità.
“Essere lucchesi nel mondo oggi ha un significato molto più ampio e il succedersi delle generazioni ha aperto nuovi spazi di attività, soprattutto nel rapporto con i giovani”, ha dichiarato Ilaria Del Bianco, presidente dell’Associazione Lucchesi nel Mondo.
È proprio il rapporto con i giovani uno degli elementi centrali delle nuove iniziative dell’associazione.
Accordo triennale per coinvolgere i giovani
Durante la cerimonia è stata annunciata e formalizzata anche la firma del protocollo d’intesa tra Lucchesi nel Mondo e Classicum, associazione attualmente in fase di costituzione in Fondazione Classicum.
L’accordo avrà una durata di tre anni e punta a rafforzare la collaborazione su due temi principali: scambio intergenerazionale e turismo delle radici.
L’obiettivo è avvicinare le giovani generazioni di oriundi alla storia e all’identità lucchese attraverso iniziative culturali pensate anche con linguaggi innovativi.
Mostre, eventi e progetti condivisi saranno utilizzati per creare un ponte tra le nuove generazioni e il patrimonio storico, artistico e documentario del territorio.
Turismo delle radici, Lucca guarda alle nuove generazioni
Il protocollo punta quindi anche sul turismo delle radici, un settore sempre più importante per le comunità italiane all’estero.
Per i discendenti degli emigrati, tornare nei luoghi da cui sono partiti genitori, nonni o bisnonni può significare riscoprire una parte della propria storia familiare.
La collaborazione tra Lucchesi nel Mondo e Classicum mira a trasformare questo legame in nuove occasioni di conoscenza e partecipazione, valorizzando il patrimonio lucchese sia sul territorio sia attraverso la rete delle comunità italiane all’estero.
“Da parte nostra, siamo orgogliosi di offrire uno spazio fisico e simbolico dove accompagnare la nostra generazione a coniugare tradizione, passato e futuro”, ha sottolineato Romeo Menchise, presidente dell’associazione Classicum.
Lucchesi nel Mondo, settembre ricco di iniziative
Il programma dell’Associazione Lucchesi nel Mondo proseguirà per tutto il mese di settembre con diversi appuntamenti culturali.
Sono già in programma due mostre: “Lucca S-composta”, nella sede dell’associazione, e “Quando s’andava a Lucca a piglia’ il garbo”, al Centro Chiavi d’Oro.
Martedì 15 settembre, alle 18.30, nella sede di Lucchesi nel Mondo sarà presentato il volume “Lutheria italiana in Argentina” di Pablo Saraví.
Giovedì 24 settembre, a Palazzo Ducale, sarà invece la volta del libro “Oltre la vetta. Come cercare il potenziale invisibile”, scritto da Simona Berti e Riccardo Bergamini.
A chiudere il calendario, martedì 29 settembre alle 18.30, nella sede dell’associazione, la presentazione del volume “Vocabolario Lucchese”.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.
Dalla memoria dell’emigrazione al futuro
Le iniziative sono realizzate con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, della Fondazione Banca del Monte di Lucca e del Comune di Lucca Vivi Lucca Events.
Le attività dell’Associazione Lucchesi nel Mondo sono inoltre sostenute dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali.
Il percorso intrapreso a Lucca parte dunque dalla memoria dell’emigrazione, ma guarda alle nuove generazioni. Perché mantenere vivo il legame con le comunità italiane all’estero non significa soltanto conservare il passato: significa anche trovare nuovi modi per trasmettere identità, cultura e appartenenza ai figli e ai nipoti degli emigrati.































