La libertà di parola e il Premio Socrate 2019 a Wanda Nara

Tra i valori più cari per Socrate (e, in assoluta modestia, anche per me e milioni di altri cittadini) c’è la libertà di opinione e di parola. Questo diritto sembra essere stato negato a Wanda. Perché?

“Il diritto di dire e di scrivere quello che penso e il diritto di ascoltare e di leggere quello che pensano gli altri” (Roberto Gervaso)

“La gente esige la libertà di parola per compensare la libertà di pensiero, che invece rifugge” (Søren Kierkegaard)

“Le leggi da sole non possono garantire la libertà di espressione; perché ogni uomo possa esprimere il suo punto di vista senza censura ci deve essere spirito di tolleranza nell’intera popolazione” (Albert Einstein)

“La libertà di parola è la cosa più bella per gli uomini” (Diogene il Cinico)

“I filosofi, gli scrittori, gli artisti, persino gli scienziati, non hanno solo bisogno di incoraggiamento e di un pubblico: hanno anche bisogno del costante stimolo degli altri. È quasi impossibile pensare senza parlare. […] Se si elimina la libertà di parola, le facoltà creative inaridiscono” (George Orwell)

MINOLI E MORVILLO

Che genitori ha avuto? «Mamma è stata moglie, mai madre. Amava suo marito, noi figli eravamo il prodotto – o il fastidio collaterale necessario – dell’amore per lui. Diceva: vi cavo gli occhi a tutti se a papà viene un raffreddore». Deduco che non si sia sentito amato dalla mamma. «Da piccolo, io non c’ero. Esisteva solo mio fratello minore Paolo, morto a sei anni di tumore al cervello. Mi chiamavano Gioannin messo chil, mezzo chilo, perché praticamente non mangiavo per cercare di farmi notare».

Quanto soffriva Giovannino mezzo chilo? «Tanto. Con mia madre ho sempre avuto un conflitto fortissimo. Lei era un capo, ma a me dava ordini, punizioni, però non mi comandava. Invece, mio padre mi faceva fare quello che voleva, perché mi convinceva. Mi ascoltava, puntava sulla mia capacità di capire le cose».

È morto in auto, quando lei aveva 24 anni. «Avevo previsto l’incidente in un romanzo giovanile. La seguente scena è uguale: noi figli a colazione, mamma alza il telefono, ascolta, attacca; si gira e dice “papà è morto”. L’avevo scritto dieci anni prima». Come se lo spiega? «Resta l’interrogativo della mia vita. Ogni volta che ci penso sto male». [Giovanni Minoli a Candida Morvillo, Corriere della sera].

IL PREMIO SOCRATE ANCHE A WANDA NARA

Domani 13 marzo, a Milano, il Premio Socrate 2019 andrà anche a Wanda Nara, moglie e agente di Mauro Icardi. Per molti, forse, si tratta di una sorpresa. In realtà la motivazione è semplice: tra i valori più cari per Socrate (e, in assoluta modestia, anche per me e milioni di altri cittadini) c’è la libertà di opinione e di parola. Questo diritto sembra essere stato negato a Wanda, considerando l’alluvionale tormentosità delle critiche che le sono state rivolte da ogni parte. Perché? Forse perché è una donna? O forse perché riveste il doppio ruolo di moglie e di agente del campione dell’Inter? Altri agenti abitualmente si esprimono pubblicamente con esternazioni anche più clamorose, ma non entrano nel mirino degli scatenati critici che se la prendono con Wanda Nara.

IL MERITO

Penso che sia importante per tutti, nel nostro piccolo, far qualcosa per restituire valore al merito e alle qualità individuali. E tentare – provarci almeno – di ridimensionare favoritismi, raccomandazioni e calci nel sedere. Per quanto mi riguarda, alcuni anni fa ho fondato, nel nome di Socrate, un movimento di opinione con queste (spero non utopistiche) finalità. Senza fini di lucro, senza intralci burocratici, senza tessere e senza tasse di iscrizione, “Socrate” è aperto a tutti. Non ci sono barriere legate al censo, alla politica, alla cultura, alle religioni… basta condividere l’importanza del merito, per dare in futuro alla società italiana (oggi in decadenza) maggior dignità e più influente prestigio.

I PREMIATI, DOMANI

Non ho finanziamenti né particolari sostegni, l’iniziativa è faticosa, ma un po’ di successo lo abbiamo conquistato: grazie anche al Premio, che ogni anno, dal 2017, attribuiamo a personaggi di indiscutibile merito. Quest’anno – terza edizione – i premiati, in ordine alfabetico, domani saranno: Lino Banfi, Laura Cioli, Marcello Foa, Gaetano Miccichè, Sandra Milo, Franco Romeo e Salvatore Rossi. E, come ho detto, Wanda Nara. Introduzione a cura del popolare giornalista Giorgio Dell’Arti. Un premio, alla memoria, andrà alla mia adorata poetessa, Alda Merini.

E FORSE UN’ALTRA SORPRESA

Poi, spero che ci sia un’altra sorpresa: per il mio caratteraccio controcorrente, desidero premiare (ribadisco) anche personaggi afflitti quotidianamente, non solo sui mass media, da pregiudizi e accuse oggettivamente senza riscontro. La manifestazione, domani, si terrà – a Milano – alle 17.30 al Rosa Grand Hotel. Benvenuti e graditi tutti: come suol dirsi, fino a esaurimento posti: credo che molti, tra i lettori che mi seguono, abbiano a cuore il merito.