Italiani nel mondo, Borghese (MAIE) a ItaliaChiamaItalia: il voto all’estero non si tocca – di Emanuele Esposito

Mario Borghese è il più giovane dei deputati del Movimento Associativo Italiani all’Estero, uno dei più giovani parlamentari italiani. Residente in Argentina, eletto con il MAIE di Ricardo Merlo in Sud America, è alla sua prima legislatura. ItaliaChiamaItalia l’ha voluto intervistare per tracciare con lui un bilancio dei primi mesi da deputato.

On. Mario Borghese, sta vivendo da deputato la sua prima legislatura: ci faccia un bilancio dei suoi primi sei mesi da parlamentare.

“Sono stati sei mesi di grandissimo lavoro, sia alla Camera dei Deputati che in Commissione Affari Sociali”, dichiara Borghese a Italiachiamaitalia.it; “certamente devo dire che purtroppo l’incertezza politica che ha caratterizzato questi primi mesi, non ha aiutato l’intero sistema parlamentare, ma sono fiducioso che ora, con un clima relativamente più disteso, si possa finalmente iniziare a portare avanti le diverse iniziative di interesse”.

Di recente si è tornati a parlare di abolizione della Circoscrizione estero. Qual è la sua opinione in proposito?

“La politica italiana è in continua evoluzione, ma il voto all’estero è un diritto ormai ampiamente acquisito. Noi del MAIE non dimentichiamo la nostra origine e soprattutto abbiamo rispetto per i nostri nonni emigrati in tutto il mondo dai loro paesi di origine in Italia e che dopo vite di sacrificio hanno il pieno diritto di vedere la loro opinione contare anche nel Bel Paese. Proprio per questo noi lotteremo sempre e con forza contro chiunque voglia in qualsiasi maniera provare a tornare indietro su questo diritto acquisito”.

Molti italiani nel mondo pensano che i 18 eletti all’estero siano solo uno speco, visto le tante associazioni, enti e consolati; non crede che intorno agli italiani all’estero forse ci sono molte spese inutili, e in un periodo di crisi forse sia meglio che si incominci a tagliare anche i parlamentari?

“Non è la quantità ma la qualità che conta veramente, e questo principio può e deve essere applicato anche agli eletti nella circoscrizione estera. Chiunque faccia quindi parte del sistema Italia presente all’estero, deve prendersi le proprie responsabilità e considerare quali sono i propri doveri nel rispetto di coloro che alle elezioni hanno dato la propria preferenza sulla scheda elettorale”.

Perché un italiano all’estero deve votare per un parlamentare che poi una volta a Roma non ha nessun peso politico?

“Vi sono parlamentari che fanno parte di partiti grandi e presenti in Italia che strutturalmente possono avere dei problemi di rappresentatività in Parlamento. Voglio dire che se nello stesso partito gli eletti in Italia sono numericamente molto superiori agli eletti all’estero, questi ultimi avranno sicuramente delle difficoltà a far sentire la propria voce. Noi del MAIE invece siamo nati proprio all’estero e la nostra presenza in Parlamento permette di poter ‘parlare’ direttamente al Governo dei problemi degli italiani nel mondo”.

Quali sono i programmi del MAIE?

“A soli cinque anni dall’essersi costituita come una nuova forza politica italiana all’estero, il nostro Movimento ha già tracciato un considerevole cammino. Siamo l’unica forza politica nata all’estero che ha una rappresentanza nel Parlamento italiano dal 2008, che persegue i nostri obiettivi che, fin dall’inizio, sono coerenti, chiari e semplici: fra questi, rafforzare reti consolari italiane affinchè gli italiani all’estero ricevano una migliore qualità di servizi; promuovere politiche di protezione sociale e di assistenza per gli italiani nel mondo; lottare affinché le politiche adottate dal governo italiano e l’organizzazione dello Stato considerino gli interessi e i bisogni degli italiani all’estero una priorità. Oltre a tutto questo, sto anche favorendo una serie di iniziative che riguardano la formazione professionale e quella universitaria in maniera particolare. Come coordinatore dei giovani, infatti, ho intenzione di portare avanti tutte queste iniziative che interessano tantissimi miei connazionali di giovane età”.

Spesso si osserva come i 18 non abbiano un denominatore comune. Che rapporto ha con gli altri eletti oltre confine?

“Credo di poter affermare che il denominatore comune del MAIE è costituito proprio dagli italiani all’estero. Il nostro movimento è stato concepito e creato per i nostri connazionali che non risiedono in Italia. I 18 rappresentanti in Parlamento dovrebbero tutti, come noi del MAIE, avere questa stessa connotazione”.

Pensa che le elezioni siano alle porte? Se sì, come intendete muovervi?

“Non so se le elezioni siano effettivamente alle porte, ma non è questo un grande problema per quanto riguarda il rapporto che ho con i miei connazionali. Infatti, forse proprio perchè sono un medico, sono sempre stato naturalmente attento alle esigenze e alle sofferenze degli altri e quindi sempre portato ad occuparmi del mio territorio e delle persone che lo abitano. Da sempre parlo direttamente con le persone, che altrettanto direttamente e semplicemente mi raccontano i loro problemi e le loro esigenze. In questa maniera, tutto diventa più semplice e più facile”.

E’ vero che, guardando al futuro, state pensando a una alleanza con il centrodestra italiano?

“Il MAIE è un movimento sempre predisposto al dialogo e ad alleanze strategiche, e quindi parliamo con tutti e ascoltiamo tutti con attenzione affinchè gli italiani all’estero possano essere correttamente rappresentati in Parlamento e le loro necessità rappresentate in maniera adeguata. Noi parliamo volentieri con chi ha questa stessa nostra visione”.

Cosa ne pensa dell’attuale governo? Non crede che Letta abbia ignorato gli italiani all’estero? Ha nominato un ministro dell’Integrazione  ma non un ministro degli Italiani nel mondo… Non crede che Roma si interessi davvero poco a noi italiani nel mondo? Per giunta, siamo rimasti gli unici a pagare l’Imu…

“Ho avuto modo di parlare direttamente con Letta proprio di questi argomenti e gli ho fatto personalmente presente quanto sia importante che gli italiani all’estero siano adeguatamente rappresentati in Parlamento. E’ importantissimo che ci sia un ministro dell’Integrazione, ma è altrettanto importante che ci sia il ministro degli italiani nel mondo. Il Governo comunque ha appena iniziato ad operare, e noi siamo sempre attentissimi ai prossimi passi che verranno percorsi e a lavorare per conseguire i nostri obiettivi”.

Lei é vice presidente del MAIE. Quali sono i vostri obiettivi a breve termine?

“A breve termine il nostro obiettivo è quello di far conoscere sempre di più i nostri programmi agli italiani all’estero e contemporaneamente rafforzare maggiormente la nostra presenza sul territorio. Il nostro lavoro ed il nostro contributo, come forza politica democratica, saranno quindi tesi in questa direzione”.