Manca poco alla scadenza per partecipare alle elezioni dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites). Entro mercoledì 4 novembre 2026 bisogna presentare la richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale per poter ricevere il plico e votare per corrispondenza in occasione del rinnovo degli organismi di rappresentanza, previsto entro il 4 dicembre.
È un passaggio fondamentale, perché per le elezioni Comites la procedura è diversa da quella prevista per le elezioni politiche e i referendum: il plico elettorale non viene inviato automaticamente a tutti gli aventi diritto, ma soltanto a chi ha richiesto espressamente di essere inserito nell’elenco degli elettori entro la scadenza stabilita.
Possono votare i cittadini italiani residenti da almeno sei mesi nella circoscrizione consolare di riferimento, secondo i requisiti previsti per la consultazione.
Come funzionano le elezioni Comites
I Comites sono organismi elettivi che rappresentano le comunità italiane residenti all’estero nei rapporti con le autorità diplomatiche e consolari. Favoriscono il dialogo tra i connazionali e le istituzioni italiane e contribuiscono a mantenere i legami con il Paese di residenza.
Possono essere istituiti nelle circoscrizioni consolari con oltre 3.000 cittadini italiani iscritti all’AIRE. Sono composti da 12 membri nelle comunità fino a 100.000 connazionali e da 18 membri nelle comunità che superano questa soglia. I componenti restano in carica cinque anni.
Il sistema elettorale è proporzionale e prevede la possibilità di esprimere preferenze per i candidati. Le elezioni rappresentano quindi un’occasione per scegliere direttamente le persone chiamate a dare voce alle esigenze delle comunità italiane nel mondo.
Maria Chiara Prodi: «I Comites sono uno strumento di soft power»
Sull’importanza di questa consultazione è intervenuta anche Maria Chiara Prodi, segretaria generale del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE), con un editoriale pubblicato sul quotidiano Domani.
Prodi definisce i Comites uno strumento di rappresentanza ancora poco conosciuto, ma capace di svolgere una funzione importante nel rapporto tra comunità italiane, istituzioni del Paese d’origine e autorità locali.
La loro funzione, scrive, è quella di mantenere e migliorare il dialogo con le autorità diplomatico-consolari e, contemporaneamente, favorire i rapporti con le istituzioni del territorio in cui gli italiani vivono. Da qui la definizione di «strumento di soft power popolare», perché la partecipazione degli italiani all’estero può contribuire a rafforzare i legami tra l’Italia e i Paesi di residenza.
La segretaria generale del CGIE ricorda inoltre che migliaia di connazionali si sono attivati nelle ultime settimane per presentare le liste elettorali, affrontando anche difficoltà burocratiche. Un impegno che, sottolinea, viene svolto volontariamente, senza emolumenti o indennità per i componenti dei Comites.
Il rischio di restare fuori dal voto
Il punto decisivo, in questa fase, è informare gli italiani all’estero sulla procedura necessaria per votare. Non basta essere iscritti all’AIRE o avere i requisiti di residenza: occorre presentare la richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale entro il 4 novembre.
Per questo Prodi invita i connazionali a diffondere le informazioni e a coinvolgere amici, familiari e conoscenti. Nell’editoriale riconosce anche la necessità di discutere e aggiornare un sistema istituzionale nato in una fase storica diversa dell’emigrazione italiana, ma invita a non disinteressarsi della rappresentanza.
«Parlatene quindi a tutti i connazionali all’estero che conoscete, girate questo articolo», scrive, prima di concludere con un appello netto: «Non restate nell’ignoranza».
L’obiettivo è trasformare una scadenza burocratica in un’occasione di partecipazione. Perché il rinnovo dei Comites non riguarda soltanto i candidati e le liste in competizione, ma anche la possibilità per gli italiani nel mondo di scegliere chi dovrà rappresentarli nei prossimi cinque anni.































