La Polizia federale brasiliana sta verificando se Flávio Bolsonaro abbia lasciato il Brasile per raggiungere gli Stati Uniti attraverso l’Argentina. La notizia, rilanciata il 27 ottobre dai media brasiliani e argentini, ha dato origine a controlli sui movimenti alle frontiere e sui registri dei voli. Al momento, tuttavia, la presunta partenza del senatore non risulta confermata e le versioni disponibili restano contrastanti.
Secondo quanto riferito dal quotidiano brasiliano Folha de S.Paulo, le verifiche sono partite dopo una ricostruzione pubblicata dal sito argentino Infobae.
Quest’ultimo ha riferito che Flávio Bolsonaro avrebbe attraversato la frontiera con l’Argentina durante la notte, utilizzando un documento d’identità, per poi raggiungere l’aeroporto di Puerto Iguazú e imbarcarsi su un jet privato diretto negli Stati Uniti. Si tratta, però, di una ricostruzione giornalistica ancora da confermare.
Il jet privato e i controlli sulle frontiere
Al centro delle indiscrezioni c’è un Gulfstream G400, operato dalla società argentina Baires Fly, che secondo le informazioni pubblicate sarebbe atterrato a Puerto Iguazú nella serata di lunedì 26 ottobre.
La presenza dell’aereo nell’aeroporto argentino non dimostra, da sola, che il senatore fosse a bordo né che abbia lasciato il Sudamerica. Secondo le ricostruzioni riportate dai media, nei documenti relativi al volo sarebbe comparso il nome di Bolsonaro, circostanza contestata dalle autorità argentine.
La Polizia federale brasiliana ha contattato le autorità del Paese vicino per verificare l’eventuale passaggio del parlamentare. Le prime verifiche, secondo la stampa brasiliana, non avrebbero individuato una registrazione ufficiale del suo transito attraverso i normali controlli migratori. Anche il governo argentino ha negato che Flávio Bolsonaro sia entrato nel Paese.
La smentita del coordinatore della campagna
A smentire la partenza è stato Rogério Marinho, senatore e coordinatore della campagna politica di Flávio Bolsonaro. Interpellato dal portale Metrópoles, Marinho ha negato che il parlamentare abbia lasciato il Brasile: «Non è partito», è il senso della sua dichiarazione riportata dai media brasiliani.
La vicenda assume particolare rilievo anche per quanto accaduto il giorno precedente. Flávio Bolsonaro aveva dichiarato che gli era stato ordinato di consegnare i passaporti alla Polizia federale e che gli era stato vietato di lasciare il Paese. La misura sarebbe collegata a un provvedimento giudiziario, ma i dettagli e il contesto giuridico vanno ricostruiti sulla base degli atti ufficiali.
Un caso ancora da chiarire
La domanda centrale resta una: Flávio Bolsonaro è rimasto in Brasile oppure ha attraversato la frontiera senza comparire nei registri ordinari?
Per ora non è possibile dare una risposta definitiva. Da una parte c’è la ricostruzione pubblicata da Infobae, con riferimenti a un volo privato e a un possibile itinerario verso gli Stati Uniti; dall’altra ci sono la smentita di un suo stretto alleato e le dichiarazioni delle autorità argentine, che negano il suo ingresso nel Paese.
Le verifiche della Polizia federale dovranno chiarire se il senatore abbia effettivamente lasciato il territorio brasiliano e se esistano riscontri documentali che confermino o smentiscano le indiscrezioni. Fino a quel momento, parlare di fuga accertata sarebbe prematuro.






























