Festival di Albano, in scena La Bohème – di Beatrice Boero

Un evento dedicato agli amanti dell’opera lirica. Nell’ambito dell’Anfiteatro Festival di Albano, la kermesse realizzata da Europa Musica, con la direzione artistica del maestro Renzo Renzi, il 9 agosto andrà in scena La Bohème.

Si tratta di un’opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Il libretto è ispirato al romanzo di Henri Murger Scènes de la vie de bohème. Vide la luce al termine di una preparazione piuttosto faticosa, per la complessità di dover riadattare situazioni e personaggi del testo originario agli schemi di un’opera musicale. Diversamente avvenne per l’orchestrazione della partitura che fu completata nel dicembre 1895. La bohème fu rappresentata per la prima volta il 1° febbraio 1896, al Teatro Regio di Torino, con la partecipazione degli attori Evan Gorga, Cesira Ferrani, Antonio Pini-Corsi e Michele Mazzara, sotto la direzione del maestro Arturo Toscanini, allora ventinovenne.

L’opera riscosse un notevole successo di pubblico; diversamente accadde per la critica ufficiale, che all’inizio si dimostrò un po’ perplessa. La rappresentazione si svolge nella Parigi del 1830, e si snoda lungo l’esistenza spensierata di un gruppo di giovani artisti bohémien, che rappresentano lo sfondo dei diversi episodi in cui si snoda l’intera vicenda. Al centro della trama, l’amore fra il poeta Rodolfo e la ricamatrice di fiori Mimì, gravemente malata. Fra i brani più celebri ricordiamo: Che gelida manina, aria di Rodolfo (quadro I); Sì, mi chiamano Mimì, aria di Mimì (quadro I); O soave fanciulla, duetto tra Rodolfo e Mimì (quadro I); Sono andati? Fingevo di dormire, assolo di Mimì (quadro IV).

La partitura prevede l’utilizzo di numerosi strumenti: flauti, ottavino, oboi, corno inglese, clarinetti, clarinetto basso,  fagotti, corni, trombe, tromboni, trombone basso, timpani, tamburo, bicchieri, triangolo, piatti, grancassa, xilofono, carillon (glockenspiel), campanelle, arpa, archi.