Fedi (Pd), governo includa dipendenti pubblici negli accordi di sicurezza sociale

Con una interrogazione presentata ai Ministeri del Lavoro e degli Affari esteri il deputato del Pd Marco Fedi ha chiesto la fine della discriminazione dei dipendenti pubblici finora esclusi da quasi tutte le convenzioni bilaterali di sicurezza sociale stipulate dall’Italia.

Il pretesto per la richiesta sono state le ratifiche degli accordi con Turchia e Israele, ratificati nel 2015, dove – modificando l’orientamento consolidato nel tempo dello Stato italiano – per la prima volta i dipendenti pubblici sono stati inclusi nel campo di applicazione soggettivo di una convenzione di sicurezza sociale.

Nella sua interrogazione l’On. Fedi, ricordando che invece tale categoria di lavoratori è da tempo tutelata dai regolamenti comunitari di sicurezza sociale, evidenzia come siano migliaia i lavoratori italiani emigrati i quali hanno versato nei regimi pubblici in Italia numerosi anni di contribuzione che non sono tuttavia sufficienti a far maturare un diritto pensionistico autonomo in Italia e allo stesso tempo non sono utili per attivare il meccanismo della totalizzazione con i contributi versati nel Paese di emigrazione. Migliaia di lavoratori che rivendicano da tempo la considerazione e l’impegno dello Stato italiano verso la giusta tutela dei loro diritti anche al fine di consentire loro di perfezionare così un diritto ad una prestazione previdenziale del Paese estero di residenza.

Il parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero chiede quindi al Governo di avviare una verifica per valutare la possibilità di inserire i dipendenti pubblici nel campo di applicazione soggettivo delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale già stipulate dall’Italia tramite uno scambio di note o qualunque altra procedura ritenuta attuabile con gli altri Paesi contraenti, considerato che la stragrande maggioranza delle convenzioni prevede la possibilità di sottoporre a revisione una qualsiasi disposizione delle stesse  convenzioni.