Banche, la legge non è uguale per tutti – di Leonardo Cecca

Giorni or sono a Castelfranco Veneto un artigiano, recatosi presso la propria banca, la Veneto Banca, per richiedere il rimborso delle proprie azioni, si è sentito rispondere che queste erano state svalutate dell’80 %. Davanti a tale risposta il poverocristo si è sentito truffato, ha aggredito gli impiegati e si è preso quanto riteneva giusto che gli spettasse. Sono intervenuti giustamente i carabinieri ed il "bandito" è stato arrestato poiché colto in fragranza di reato: praticamente è stato colto con il sorcio in bocca.

E’ ovvio che quanto commesso dallo sventurato è un fatto sanzionabile, ci mancherebbe altro, ed irreprensibile è stato il comportamento dei tutori dell’ordine pubblico: siamo in un paese civile e, pertanto, tutto deve essere fatto secondo le leggi. Nel nostro paese, però, ciò non vale per tutti: abbiamo ormai fatto il callo, infatti, a vedere i grossi sorciari che, nel pieno rispetto di leggi fatte ad hoc, non prendono topolini ma vere e grosse pantegane, che leggi obbrobriose consentono loro di spolpare e, se disturbati nella loro caccia, danno sfogo a tutta la loro arroganza.

In questo periodo di misfatti bancari non un dirigente o alto funzionario delle banche fallite è stato messo in galera, almeno con il solo scopo di non permettergli inquinare le scartoffie; ultimamente il Parlamento ha dato il via libera ai rimborsi ai partiti pur se non rendicontati: che abbuffata di pantegane fatta sul groppone dei poveri cristi; ci sarebbe da dire anche sui rimborsi forfettari agli eurodeputati che, invece dei voli normali utilizzano voli low- cost, spendendo la decima parte del rimborso.

Nel 1992 ci fu un nostro eurodeputato beccato da una équipe televisiva all’aeroporto di Bruxelles: all’osservazione circa il volo utilizzato, si comportò con estrema arroganza asserendo che delle questioni amministrative rispondeva solo ai contribuenti italiani. Ebbene, nei suoi numerosi e soporiferi sermoni che successivamente ha fatto agli italiani per invitarli a tirare la cinghia, mai parlò di tale "intoppo", che ne abbia avuto vergogna?

Ho parlato solo di alcune battute di caccia al sorcio, ma esse sono innumerevoli. Purtroppo la sorciomania è un male dilagante nel "condominio" Italia, ma non tutti i sorciari sono uguali, sono suddivisi in base al colore, ma soprattutto al piano ove operano; più si sale più la caccia è legalizzata e più il sorcio è grande e meno risulta visibile. Che strana riserva di caccia il nostro paese.