13 consolati italiani nel mondo chiudono, gli eletti all’estero dormono – di Ricky Filosa

Pronti, via: 13 consolati italiani nel mondo sono destinati alla chiusura. Lo rivela il Coordinamento Esteri CONFSAL UNSA, che in una nota esprime tutto il suo disappunto per le notizie annunciate venerdì 26 luglio dai vertici della Farnesina durante una riunione informativa con i sindacati. “Dopo il caso dei due Marò e il caso kazako, la Farnesina è già pronta alla terza pessima figura consecutiva: il ministro degli Esteri Emma Bonino perde definitivamente il senso dell’orientamento nel suo piano di ‘Riorientamento’ della Rete diplomatico/consolare": così si legge in una nota della CONFSAL UNSA. "Riorientamento" lo chiama Bonino; Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri durante l’ultimo governo Berlusconi, la chiamava "razionalizzazione": ma alla fine è la stessa roba.

I consolati che presto chiuderanno sono quelli di Sion, Neuchatel, Wettingen, Tolosa, Alessandria, Scutari, Spalato, Mons, Timisoara, Newark, Adelaide, Brisbane, Capo d’Istria e Amsterdam. Alcune strutture consolari già dopo l’estate chiuderanno i battenti, a partire dal primo giorno di settembre. E così “le collettività italiane torneranno dalle vacanze estive e troveranno, in sostanza, le porte dei loro consolati già chiuse ".

Il Coordinamento Esteri della Confsal/Unsa ribadisce "con fermezza quanto sia inutile l’ulteriore chiusura di sedi estere" e al ministro si appella indicando come "Riorientamento" non possa significare chiusura. C’è bisogno invece di puntare sulla “ristrutturazione dei servizi consolari, il loro adeguamento ai bisogni delle collettività italiane all’estero, peraltro sempre più numerose e con nuove esigenze”.

Di fronte a casi come questo, è assordante il silenzio dei parlamentari eletti all’estero e delle rappresentanze istituzionali degli italiani nel mondo. Deputati e senatori oltre confine indicono conferenze stampa, organizzano convegni, diramano comunicati in qui si cerca di vendere la luna nel pozzo ai connazionali, ma su questioni pratiche come quella che riguarda la rete consolare italiana nel mondo sembrano dormire un sonno profondo. Paiono in letargo. Nel frattempo, i veri sprechi della spesa pubblica non si tagliano mai e i nostri politici, che hanno le tasche sempre belle gonfie di quattrini, non conoscono il significato della parola crisi.

Sveglia cari eletti all’estero!, dimostrate per una volta che ci tenete davvero agli italiani residenti oltre confine e sappiate battere i pugni sul tavolo, se necessario. Provate a giustificare il vostro ricco stipendio con azioni, anche forti, che possano garantire alle comunità interessate dalla chiusura dei suddetti consolati i servizi più importanti. Altrimenti ha ragione chi continua a ripetere che avere 18 rappresentanti degli italiani nel mondo in Parlamento non serve a una emerita mazza.

AUGUSTO SORRISO (MAIE) AVEVA AVVERTITO GIA’ A FEBBRAIO: "CONSOLATO NEWARK A RISCHIO CHIUSURA"

Twitter @rickyfilosa