Italiani all’estero massacrati dal governo ma Turano (Pd) pensa al golf

Stipendi bloccati, consolati chiusi per risparmio, l’IMU sulle spalle degli emigrati e, dopo la Spending Review, finalmente tutti a giocare a golf! Ma non è che gli eletti all’estero – non tutti, per fortuna – sono deceduti e non lo sanno?

Renato Turano, Pd

Se il Coordinamento Esteri della Confsal-Unsa non fosse il Sindacato con il maggiore livello di rappresentatività al Dicastero degli Affari Esteri e se tra le proprie fila non vi fossero innumerevoli iscritti che vivono all’estero, sparsi sui cinque continenti, probabilmente non avremmo nemmeno notato l’emendamento proposto dal senatore Renato Turano, eletto dagli italiani residenti in Nord e Centro America, mirato a stanziare ben 97 milioni di Euro per una determinata azione.

Il Senatore voleva forse salvare fondi per la riapertura di qualche consolato al servizio della crescente comunità all’estero? Il Senatore voleva forse infilare qualche emendamento per migliorare la posizione retributiva di centinaia d’impiegati locali al servizio del Paese nelle ambasciate, nei consolati e negli Istituti italiani di cultura? Nulla di tutto questo. Il Senatore eletto dagli emigrati si occupa di golf.

Sì di golf, quello sport che si pratica sui prati verdi con le buche, le bandierine, con quelle strane macchinette che portano i giocatori a spasso e con dei tizi al seguito che fanno i portamazze e che sembrano chiamarsi tutti “caddie”. Mazze, palline e champagne. A ognuno il suo.

8231-golf-bucaIl Senatore eletto dagli emigrati (anche dai lavoratori locali di ambasciate e consolati) ha pensato di avanzare una proposta di emendamento al “decreto salvabanche”, per ottenere la garanzia statale di 97 milioni di Euro sul torneo di golf “Ryder Cup” che si disputerà a Roma nel 2022.

Ma chissà se gli italiani all’estero, subito dopo aver eletto i propri deputati e i propri senatori, pensavano esattamente al golf.

Forse pensavano di eleggere persone che li avrebbero difesi contro i tagli alla rete consolare, contro la totale disattenzione verso chi ha dovuto lasciare il Paese per sbarcare il lunario, contro il dimenticatoio totale in cui si trovano da decenni le nostre rappresentanze all’estero.

Insomma, è come se il sindaco di Cosenza s’impegnasse al massimo nella raccolta di fondi per il rinnovo della facciata del duomo di Milano.

Dal punto di vista sindacale, l’annuncio dell’emendamento pro torneo di golf equivale a un pugno nello stomaco.

mondo maniOra la Confsal/Unsa si aspetta un’altra richiesta di emendamento. Il finanziamento di un torneo di calcetto. Scenderanno in campo i pizzaioli emigrati e malpagati, contro la squadra dei ricercatori scientifici scappati all’estero per non buttare al cesso le proprie capacità da tutti riconosciute tranne che in Italia. Poi giocherà la squadra degli emigrati che sono gli unici italiani a pagare l’IMU sulla prima casa, solo perché ingenuamente hanno seguito la legge sull’iscrizione AIRE, contro la squadra fortissima degli impiegati consolari di ruolo e a contratto che vedono decimare i propri posti di lavoro all’estero e che inseguono non solo la palla ma l’adeguamento degli stipendi degli uni e degli altri da oltre dieci anni.

Meno male che, in questo marasma, ogni tanto c’è qualcuno che si ricorda da chi è stato eletto. Vi sono eletti all’estero, infatti, che  hanno più volte richiamato l’attenzione sulla devastante situazione delle sedi consolari e del personale in servizio.

33438-farnesina-entr“Per il personale a contratto di molti Paesi le condizioni contrattuali, nonostante lievi miglioramenti, sono ancora insoddisfacenti. Gli aspetti sui quali intervenire, tra l’altro, sono urgenti. Si tratta degli aumenti retributivi, sostanzialmente insignificanti in molti Paesi e bloccati in altri; del pagamento delle retribuzioni in valuta locale anziché in euro, situazione che comporta una serie di gravi disagi in alcuni Paesi, tra cui l’Australia; delle retribuzioni convenzionali rispetto alle quali il MAECI versa i contributi pensionistici INPS”.

Il Coordinamento Esteri del sindacato CONFSAL-UNSA può solo costatare con tristezza che il fenomeno della distrazione nei confronti del proprio bacino elettorale, fatta qualche rara eccezione, non riguarda solo i partiti al governo. Anche i senatori e i deputati eletti all’estero e che ora occupano i banchi all’opposizione si chiudono in un congelante silenzio verso i propri lettori.

Qualcuno dovrebbe decidere una volta e per tutte di lanciare una campagna di raccolta dei certificati di esistenza in vita tra questi politici. Giusto per evitare il dubbio che politicamente siano del tutto deceduti e che non se ne siano ancora accorti.      
 
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