Chi si libera in modo improvviso dal vizio del fumo sembra avere maggiore probabilità di perdere l’abitudine rispetto a chi ha ridotto il consumo gradualmente. In un recente studio un gruppo di ricercatori dell’Università di Oxford ha valutato gli effetti delle cessazione del fumo in un gruppo di forti fumatori, lavorando con 697 pazienti e dividendoli in due gruppi di cui 342 che riducevano gradualmente il numero delle sigarette e 355 che hanno smesso di fumare da un giorno all’altro.
Ogni persona aveva un “giorno di interruzione” due settimane dopo l’ingresso nello studio, con un incontro con un membro del team di ricerca una volta a settimana. Metà delle persone ha preferito diminuire gradualmente, un terzo, invece, ha smesso di fumare bruscamente; il resto non aveva preferenze prima dell’inizio dello studio, ma queste preferenze non hanno comunque influito sulla decisione di inserirle in un gruppo piuttosto che in un altro.
“Ci sono molte prove che suggeriscono che se qualcuno vuole smettere di fumare il modo migliore per farlo è cercando aiuto sotto forma di consulenze sul comportamento e trattamenti come la sostituzione della nicotina, per esempio cerotti o gomme da masticare, oppure la vareniclina” ha dichiarato la dottoressa Lindson-Hawley. “Tuttavia, ci sono benefici anche dalle linee telefoniche per chi vuole smettere, in particolare se queste forniscono un supporto proattivo per chi sta smettendo”.
Quelli che scelgono di smettere gradualmente sono spesso più dipendenti ed hanno fallito di smettere bruscamente diverse volte in precedenza, ha detto il dottor Dr. John Hughes dell’Università del Vermont a Burlingto “Circa un terzo dei tentativi di smettere includono una riduzione graduale”, dice Hughes.
“Per molte persone, il metodo più semplice di smettere di fumare è ridurre gradualmente”, ha detto l’autore principale dello studio Nicola Lindson-Hawley, ricercatore post-doc dell’università di Oxford. “Tuttavia, è meglio smettere di fumare improvvisamente, ed il nostro studio ha trovato delle prove che supportano questa tesi”, spiega la dottoressa Lindson-Hawley. “Quello che abbiamo scoperto è che più persone sono riuscite a smettere quando hanno deciso di non fumare più da un momento all’altro rispetto a quando hanno ridotto gradualmente il consumo”.
































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