Scozia, ‘cara Regina ti vogliamo bene ma ce ne andiamo’

"Credo che la maggior parte voterà a favore dell’indipendenza perché alle donne, ancora più che agli uomini, serve lo stato sociale. Fino a pochi giorni fa tante non avevano ancora deciso, perché le donne ponderano di più le loro scelte, ma ora, con ravvicinarsi del voto hanno scelto per il sì". Lo afferma, in una intervista a Il Fatto, Linda Fabiani, membro dello Scottish National Party e una dei circa centomila scozzesi d’origine italiana, in prima linea a favore dell’indipendenza dal Regno Unito.

"Noi non vogliamo l’euro. La sterlina è la valuta della Scozia ed è quella che continueremo a usare. La manterremo, costi quel che costi. Saremo un’unione monetaria con il Regno Unito. E’ l’opzione più sensata e dopo il voto lo capiranno anche i nostri avversari", "la Scozia è già membro Ue e continueremo a esserlo, questa volta come Stato-nazione con la propria voce, come l’Italia e gli altri Paesi dell’Unione".

Delle riserve di petrolio e gas (il 60% di tutte le riserve della Ue) sui quali gli indipendentisti fanno affidamento dice: "Gli analisti più affidabili hanno previsto che ne avremo almeno fino al 2050. In ogni caso, oltre al petrolio, la Scozia ha molte altre risorse. Da soli siamo un Paese ricco e lo rimarremo".

Esclude un effetto domino in Europa: "Non penso. Le istituzioni della Ue hanno dimostrato la capacità di adattarsi alle diverse situazioni che si sono create", "siamo uno Stato con confini stabiliti e un’identità precisa. Inoltre nella nostra Costituzione il referendum per ottenere l’indipendenza è contemplato, diversamente dalla Costituzione spagnola. Della Lega nord non condividiamo i toni e la politica, soprattutto sull’immigrazione". E conclude: "La sovrana è anche la regina di Scozia e lo rimarrà comunque vada il voto. Anche se le vogliamo molto bene, il suo parere non influirà sulle nostre scelte".