Renzi, ‘il futuro dell’Italia sarà più grande del suo passato’

Italian Prime Minister and Democratic Party leader Matteo Renzi addresses a press conference in Rome's Palazzo Chigi on May 26, 2014. Following yesterday European Parliamentary elections more than 40.8 percent of Italy's 27.3 million voters cast ballots for Renzi's center-left Democratic Party, almost double the 21.2 percent who chose the anti-establishment 5-Star Movement, the second-biggest party, according to official figures as former premier Silvio Berlusconi's Forza Italia party scored a low 16.8 percent of the vote. AFP PHOTO/ Filippo MONTEFORTE

Matteo Renzi è arrivato allo stabilimento della L’Oreal di Settimo Torinese intorno a metà mattina. Il premier, che è arrivato con il sindaco di Torino, Piero Fassino, è stato accolto dal sindaco di Settimo Fabrizio Puppo, dal presidente della Regione Sergio Chiamparino, dal senatore del Pd Stefano Esposito e dalle autorità civili e militari. Lo stabilimento L’Oreal, spiega l’amministratore delegato Cristina Scocchia, sarà "a emissioni zero già all’inizio del 2015". "Si può rispettare l’ambiente – ha aggiunto l’ad – in modo economicamente conveniente. Noi siamo l’esempio di questo".

Renzi ha detto: "La sostenibilita’ ambientale e’ amica dello sviluppo e una gigantesca occasione per rendere piu’ competitiva l’Italia. E’ un fatto di civiltà, vinciamoli un po’ di luoghi comuni, il luogo comune ad esempio che la sostenibilita’ ambientale riguarda tre o quattro addetti ai lavori un po’ fissati e con i paraocchi".

Durante il suo intervento presso lo stabilimento L’Oreal, il capo del governo ha assicurato che il futuro dell’Italia sarà più grande del suo passato: "L’Italia ha un futuro che è più grande del proprio passato. E’ il tema chiave sul quale vorrei sfidare le grandi multinazionali a investire e innovare in Italia". Renzi ha criticato "il clima di rassegnazione, la litania del ‘Non ce la facciamo’, che arriva dai grandi tecnici, dai professori, che negli ultimi vent’anni non ne hanno azzeccata una", tornando a parlare di quelli che chiama "professionisti della tartina". "Non parlo di generico ottimismo, non racconto barzellette, la strada e’ in salita, bisogna lavorare e competere di piu’, ma con questa consapevolezza abbiamo grande e forte desiderio di far si’ che l’Italia diventi non un museo, ma un luogo dove innovare". “La globalizzazione e’ un grande valore per noi, le multinazionali sono le benvenute. Diminuiremo il costo del lavoro e la burocrazia. L’Italia ha tanta voglia di investire sul domani".

Parlando dei famosi 80 euro: "Il fatto che l’effetto degli 80 euro non sia direttamente percepibile negli indicatori macroeconomici non significa che non sia utile. Nel medio periodo esprimerà la sua forza”. "Gli 80 euro in busta paga non sono stati una mancia elettorale e sono un fattore di giustizia sociale. Gli effetti sui consumi arriveranno prima o dopo. Con 80 euro in piu’ ogni mese si allarga il margine per i consumi, e’ un fenomeno naturale".

Il premier ha anche parlato di una “cura dimagrante” per quanto riguarda le aziende municipalizzate: “Le ottomila aziende municipalizzate italiane sono troppe. Dobbiamo capire quando servono o quando sono il parcheggio per esperienze politiche che non funzionano più". "Faremo una cura dimagrante notevole – ha annunciato – , passeremo da ottomila a mille".