Mi domando: ma perché, per Bersani in testa e per i filosofi-intellettuali di quell’area e gran parte dei politici targati (non tutti) PD, il ritorno alle urne è un fatto deprecabile? Perché sostengono che sarebbe una sciagura per il Paese? Domando: da quando scegliere i propri candidati in “Democrazia” provoca tutti quei catastrofici presagi? Se l’elettorato questa volta si è fatto ammaliare da qualche comico o imbonitore di piazza, o quantomeno: se ha voluto, il votante, mandare un chiaro messaggio d’avvertimento ai consueti rappresentanti della propria area politica di rigare dritto – come fecero una volta con Cicciolina -, perché sarebbe un disastro tornare a votare?
Poniamo il caso, invece – ad absurdum – che l’elettorato tutto si sia messo d’accordo per provocare “volutamente” un vero e proprio stallo per difendersi dallo strapotere ed usurpazione di alcuni ruoli dei politici arruffoni ed imbroglioni, senza però fare lo sbaglio di farsi condurre da un nuovo Duce dandogli tutto il potere: se fosse così, perché dovrebbe essere drammatico e letale andare nuovamente al voto? Fino a quando si può scegliere non c’è pericolo. Questo sopravviene, di contro, quando qualcuno “illuminato” ed unto dal Signore si proclama al di sopra delle parti ed afferma che ci penserà “lui” con altri saggi o tecnici o professoroni a sistemare le cose, se il popolino ignorante non sa scegliere! Provocare paura di andare alle urne significa essere su quest’ultima strada autoritaria! W il voto, anche tre o quattro volte, chiunque vinca! La Democrazia nel liberismo alla fine ripaga sempre, anche economicamente.
































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