C’è il calcio. Ci sono una squadra, una maglia, una società e una stagione da affrontare con l’obiettivo dichiarato di tornare protagonista. Ma dietro l’Orlandina Calcio di Massimo Romagnoli c’è molto di più.
La presentazione della nuova stagione, andata in scena a Capo d’Orlando al Teatro allo Scalo, è stata infatti anche l’occasione per mettere in evidenza una filosofia precisa: utilizzare lo sport come strumento per parlare ai giovani, alle famiglie, alle imprese, alle associazioni e, più in generale, alla comunità.
L’Orlandina è il punto di partenza. Non il punto di arrivo.
Romagnoli lo ha dimostrato ancora una volta con “Un Campo per Crescere”, progetto realizzato insieme ad ANSPI Sicilia che mette insieme scuola, sport, ambiente, merito e formazione. La manifestazione ha previsto anche la consegna di borse di studio agli studenti meritevoli e la presentazione ufficiale della squadra che affronterà il campionato di Promozione 2026/2027.
È un modo diverso di intendere una società sportiva. Massimo Romagnoli non è nuovo a questo tipo di impostazione.
Il suo ritorno alla guida dell’Orlandina ha avuto fin dall’inizio un obiettivo ambizioso: riportare il club ai livelli che la sua storia merita, ma contemporaneamente rafforzarne il legame con Capo d’Orlando e con la sua gente.
Già in passato, sotto la sua presidenza, l’Orlandina aveva conosciuto importanti risultati sportivi, arrivando fino alla Serie D. Oggi Romagnoli prova a costruire un nuovo percorso, con una società più strutturata e con un progetto che guarda al futuro.
Ma la vera novità è forse proprio questa: il calcio non viene considerato un fine in sé. Il campo diventa un luogo di educazione, aggregazione, inclusione e crescita. E quando a una società sportiva si affiancano borse di studio, iniziative per i giovani, collaborazioni con il mondo associativo e rapporti con istituzioni e realtà locali, allora il progetto assume inevitabilmente una dimensione più ampia.
La politica e l’esperienza maturata nel mondo degli italiani all’estero
Questa visione non nasce per caso. Massimo Romagnoli porta con sé una lunga esperienza politica e un percorso maturato anche nel mondo degli italiani all’estero, dove ha avuto modo di confrontarsi con comunità, associazioni, imprenditori e realtà italiane presenti in diversi Paesi.
È un patrimonio di esperienza che oggi può essere messo a disposizione anche della sua terra d’origine.
Qui emerge un elemento importante: il rapporto tra politica e comunità non deve necessariamente tradursi soltanto in candidature o incarichi. Può significare anche creare relazioni, aprire porte, favorire occasioni, sostenere iniziative e mettere in collegamento persone e realtà che altrimenti rischierebbero di rimanere isolate. È una concezione della politica intesa come capacità di fare rete.
Il sostegno alle imprese
Un altro capitolo dell’impegno di Romagnoli riguarda il mondo produttivo. Sostenere una comunità significa infatti anche sostenere chi produce ricchezza, crea occupazione, investe e rischia in prima persona. Imprese, professionisti, commercianti e attività produttive hanno bisogno di una rete e di interlocutori capaci di rappresentarne le esigenze, in Italia come oltre confine.
Anche in questo ambito l’esperienza maturata da Romagnoli nel rapporto con gli italiani all’estero può rappresentare un valore aggiunto: collegare la Sicilia alle comunità italiane nel mondo, creare opportunità, favorire rapporti e valorizzare il Made in Italy. È una partita che non si gioca soltanto sul terreno economico: è anche una questione di identità.
Associazionismo e comunità
Poi c’è l’associazionismo. Una delle caratteristiche più interessanti del progetto Orlandina è proprio la capacità di coinvolgere realtà diverse. Scuola, istituzioni, associazioni, famiglie, mondo dello sport e società civile vengono messi attorno allo stesso tavolo.
“Un Campo per Crescere” nasce esattamente con questa impostazione: mettere insieme sport, educazione, inclusione sociale, merito scolastico, sostegno alle famiglie e crescita della comunità.
È una strada che Romagnoli sembra voler percorrere con convinzione. Perché una comunità non si costruisce soltanto attraverso le istituzioni, ma anche attraverso le associazioni, le società sportive, le famiglie, le imprese e soprattutto attraverso le persone che scelgono di impegnarsi.
La scommessa sui giovani
Proprio sui giovani punta il progetto. Non soltanto giovani calciatori, ma giovani cittadini. Llo sport può insegnare disciplina, rispetto delle regole, sacrificio, responsabilità e capacità di lavorare insieme. Ma un ragazzo deve essere valorizzato anche per quello che fa fuori dal campo.
Da qui l’idea di affiancare all’attività sportiva il riconoscimento del merito scolastico e iniziative rivolte alle nuove generazioni. È una scelta che racconta bene la direzione che Romagnoli sembra voler dare alla sua esperienza alla guida dell’Orlandina.






























