“Gli italiani nel mondo sono stati traditi da chi doveva difenderli”. È uno dei passaggi più duri dell’intervento di Tatjana Rojc, senatrice del Partito Democratico, dopo il via libera del Senato alla riforma della legge elettorale.
Rojc ha votato contro il provvedimento e accusa la maggioranza di avere approvato una legge costruita soprattutto in funzione delle prossime elezioni, senza cercare un’intesa con le opposizioni.
Rojc: “Una legge voluta dalla maggioranza perché ha paura di perdere”
Secondo la senatrice dem, il centrodestra avrebbe utilizzato tempo e risorse del Parlamento per approvare una riforma che non risponde alle priorità dei cittadini.
“Si sono votati una legge voluta dalla maggioranza solo per provare a garantirsi le prossime elezioni, perché hanno paura di perdere”, sostiene Rojc.
L’accusa è quella di non avere cercato neppure un accordo minimo con l’opposizione su una materia che, secondo il PD, avrebbe dovuto essere condivisa.
“In un momento in cui i cittadini avrebbero bisogno di ben altre attenzioni, sono stati persi giorni e ore in commissione e in Aula senza la volontà di raggiungere il risultato minimo di una legge elettorale condivisa con l’opposizione”, afferma.
“Una legge truffa”
Il giudizio della senatrice sulla riforma è particolarmente netto.
“È veramente una legge truffa”, dichiara Rojc, aggiungendo che, se il testo dovesse superare anche il passaggio alla Camera senza modifiche, l’Italia rischierebbe di andare al voto con quello che definisce “questo mostro”.
Da qui l’auspicio di un cambio di maggioranza e di Governo: “Speriamo di cambiare presto maggioranza e governo perché così non si regge”.
Italiani all’estero, l’attacco alla riforma
Una parte centrale dell’intervento di Rojc riguarda la rappresentanza degli italiani all’estero, profondamente modificata dal provvedimento approvato dal Senato.
La senatrice afferma di essersi battuta affinché gli italiani residenti fuori dai confini nazionali non venissero penalizzati dalla nuova configurazione della Circoscrizione Estero.
“Mi sono battuta anche per gli italiani all’estero che vedranno lesa la loro rappresentanza”, afferma.
Il tema è particolarmente delicato dopo l’approvazione delle norme che riducono le ripartizioni della Circoscrizione Estero alla Camera e introducono un’unica circoscrizione mondiale per il Senato.
Il richiamo a Mirko Tremaglia
Rojc collega la riforma anche alla storia della rappresentanza politica degli italiani nel mondo e cita esplicitamente Mirko Tremaglia, considerato il principale artefice della legge che introdusse il voto degli italiani all’estero.
“Gli italiani nel mondo sono stati traditi da chi doveva difenderli”, sostiene la senatrice, accusando la maggioranza di avere “ripudiato le battaglie di Mirko Tremaglia”.
Un riferimento politicamente significativo, perché Tremaglia apparteneva alla destra italiana e fu per anni uno dei principali sostenitori del riconoscimento dei diritti politici degli italiani residenti fuori dall’Italia.
La minoranza slovena nel mirino
L’altro tema sollevato da Rojc riguarda la minoranza slovena, una questione particolarmente importante per il Friuli Venezia Giulia.
La senatrice spiega di essersi battuta affinché fosse finalmente garantita la rappresentanza politica della minoranza slovena prevista dalla legge dal 2001, ma che, a suo giudizio, non ha ancora trovato piena attuazione.
“Mi sono battuta da un lato per la rappresentanza della minoranza slovena che è prevista in legge dal 2001 ma ancora non ha visto la luce”, sottolinea.
Due questioni diverse, ma che Rojc lega allo stesso principio: quello della rappresentanza delle comunità e delle minoranze all’interno delle istituzioni.
La riforma ora passa alla Camera
Dopo il voto favorevole del Senato, la legge elettorale si prepara ora al passaggio decisivo alla Camera.
Il centrodestra punta all’approvazione definitiva, mentre le opposizioni promettono battaglia anche a Montecitorio. E proprio sulla Circoscrizione Estero il confronto potrebbe rimanere particolarmente acceso: per i partiti di opposizione, la riduzione delle ripartizioni rischia infatti di indebolire il rapporto tra gli eletti e le comunità italiane distribuite nei diversi continenti.
La partita, dunque, non è ancora chiusa. E per gli oltre milioni di italiani residenti fuori dai confini nazionali, la nuova legge elettorale potrebbe ridisegnare in maniera significativa il modo in cui saranno rappresentati in Parlamento.




























