Maroni chiude: ‘In Lombardia stop clandestini’. Renzi e Alfano imbestialiti (VIDEO)

Roberto Maroni

Scoppia la polemica migranti tra Lega e Governo. Non proprio una novità, visti le posizioni ben note di Matteo Salvini, ma stavolta è Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia nonché ex ministro dell’Interno, a reagire con fermezza alle notizie dei nuovi sbarchi: "Scriverò una lettera ai prefetti lombardi, diffidandoli dal portare in Lombardia nuovi clandestini – dice – E lo stesso farò coi sindaci, chiedendo loro di rifiutarsi di prenderli. A coloro che dovessero accoglierli, ridurremo i trasferimenti regionali come disincentivo alla gestione delle risorse".

ZAIA, IN VENETO SIAMO AL COLLASSO 

Una sorta di ‘minaccia’ che Matteo Renzi, a distanza, stigmatizza così: "Sarebbe facile buttarla in una polemica tra i partiti che non ha senso e che non interessa ai cittadini, comprensibile solo per chi non ricorda cosa è successo in questo anni: la decisione di dividere nelle regioni i migranti che arrivano in Italia fu presa dal ministro Maroni. Salvo poi svegliarsi e dire che non funziona".

Accuse respinte al mittente proprio da Salvini, che replica al premier ("Ha guidato l’Europa per sei mesi e non ha fatto nulla, non può dire ora che l’Europa non fa. Spero che la sua parabola stia velocemente declinando") e promette appoggio a Maroni ("siamo pronti a presidiare, occupare le prefetture").

IMMIGRATI, RENZI: DA UE PROPOSTE INSUFFICIENTI

Contro le affermazioni di Maroni (di cui in queste ore è stato ripescato dai media un intervento in cui, da ministro, invitata all’accoglienza da parte di tutte le Regioni) si scaglia anche l’attuale titolare del Viminale, il siciliano Angelino Alfano, che bolla quello leghista come "un atteggiamento di odio insopportabile verso il Sud: riteniamo profondamente ingiusto nei confronti di quelle regioni che hanno aiutato lo Stato a fronteggiare questa emergenza che ora si dica con atteggiamento egoista ‘se la sbrighino da sé’. Chiediamo un’equa distribuzione degli immigrati in Italia così come in Europa".

L’APPROFONDIMENTO La Lega Nord alza ancora il tiro sull’immigrazione. "Siamo pronti a bloccare le prefetture", minaccia Matteo Salvini. Il premier Matteo Renzi invoca "serieta’" a promette incentivi ai Comuni che accolgono. Intanto, visita a Roma del commissario europeo Dimitris Avramopoulos, che ha visto il ministro dell’Interno Angelino Alfano. "L’Italia non e’ sola", assicura. Anche il titolare del Viminale, da parte sua, replica duramente a che chiude la porta all’accoglienza: "e’ un atteggiamento insopportabile di odio verso il Sud dire ad alcune regioni ‘sbrigatevela da soli’". Proseguono, dunque, gli sbarchi – superata quota 55mila arrivi nel 2015 – ed anche le polemiche. "Come Lega – annuncia Salvini – siamo pronti a bloccare le prefetture e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini".

Non si fa attendere la replica di Renzi, dalla riunione del G7 in Germania. La questione immigrazione, ricorda, e’ rimasta "colpevolmente aperta per troppi anni. Ci vorranno settimane, e’ un lavoro di serieta’. E’ facile dire ‘occupiamo le prefetture’. Si tratta di risolvere guai causati da chi oggi sta urlando. Nomi e cognomi sono gli stessi. La situazione – aggiunge – non e’ da toni apocalittici, i numeri sugli sbarchi sono leggermente piu’ alti dell’anno scorso ma il nostro sistema sta mostrando una grande, straordinaria capacita’. Chi vuole insistere tutti i giorni sui temi dell’immigrazione lo fa per non parlare di altro". Il premier risponde anche al governatore della Lombardia Roberto Maroni, che ha minacciato la riduzione dei trasferimenti regionali ai Comuni che accolgono migranti.

"La decisione di dividere i migranti per le varie regioni – attacca il premier – e’ stata presa dal ministro Maroni: serve buonsenso". E ribalta quindi la minaccia del presidente della Lombardia: "dobbiamo dare incentivi, anche nel patto di stabilita’, a quei Comuni che ci danno una mano" nel gestire l’accoglienza dei migranti. Sostenuto da Alfano, che propone "l’esclusione dal Patto di stabilita’ interno delle spese sostenute dai Comuni per l’accoglienza". Il presidente della Camera, Laura Boldrini, sottolinea che "chi ha ruolo istituzionale deve agire sempre con senso di responsabilita’". Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni, invita il Governo ad "ignorare la posizione di Maroni e dare disposizione ai prefetti perche’ tutte le Regioni diano accoglienza ai migranti".

Maroni si dice tuttavia deciso ad andare avanti: "io faro’ quello che devo, non rispondo ne’ agli insulti ne’ alle parolacce". Gli da’ man forte il neo governatore della Liguria, Giovanni Toti: "dovremo agire con politiche che siano incentivanti e disincentivanti. Sara’ la prima cosa che faremo appena ci insedieremo". Ed il presidente del Veneto, Luca Zaia, ribadisce che nella regione "il fronte e’ compatto contro nuovi arrivi". Renzi ribadisce poi la sua insoddisfazione per il piano europeo sull’immigrazione, valutandolo "insufficiente". "Bisogna prendere atto – spiega – che la situazione cosi’ com’e’ non va. Ci siamo dati una tempistica da qui al Consiglio europeo di fine mese, cercheremo di portare a casa dei risultati".

Anche Alfano e’ critico: "e’ difficile – osserva – immaginare che 24mila migranti via dall’Italia in due anni siano una cifra giusta e che questi debbano essere solo eritrei o siriani. Lavoreremo per ottenere di piu’ e confermare che il meccanismo di solidarieta’ deve essere presente in tutti i Paesi dell’Unione". Da parte sua, Avramopoulos, esprime il suo appoggio alle richieste di Roma. "Sono qui – afferma – per lanciare un messaggio forte: in questo periodo difficile, con una pressione migratoria cosi’ forte, l’Italia non e’ da sola. La Commissione Europea sara’ qui per sostenerla. L’Agenda per l’immigrazione e’ un test per l’Europa e non torneremo indietro: siamo impegnati e determinati ad andare avanti".