Letta saluta ‘conta’ Senato; dopo caos più chiarezza

In un’altra giornata, in altre "24 ore difficili" per il suo governo – come lui stesso ammette – Enrico Letta e’ a Trieste per il vertice con Putin. E appare sereno, tranquillo: "andra’ tutto bene", dice ai giornalisti che lo incalzano. E non vuole dire nulla di piu’. Neanche in serata quando, prima di ripartire per Roma e andare al Senato a seguire la fiducia sulla legge di stabilita’, rimbalza nel clima gelido della bora triestina la notizia che Forza Italia considera conclusa la collaborazione con il governo e chiede che il premier salga al colle.

Il premier lascia frettolosamente la sede del summit senza voler commentare. Neanche con un’espressione del viso. Perche’ per lui il voto di fiducia di stasera e’ il momento di quella chiarezza che attende dal 2 ottobre: una ‘conta’ sui voti della reale maggioranza che appoggia il suo governo e sulla quale potra’ contare per la futura attivita’ del suo esecutivo. Certo stasera i numeri non saranno quelli dell’altra volta. Ci sara’ una maggioranza piu’ limitata. Ma reale: emergera’ finalmente un quadro chiaro, fa notare chi gli e’ accanto in queste ore ricordando che i numeri ci sono anche se meno ampi di quelli iniziali. E di quelli del 2 ottobre quando la mossa in extremis, a sorpresa, di Berlusconi di votare la fiducia aveva fatto confusione. Creando anche quel disorientamento che ha fatto ritardare i tempi della messa a punto della Legge di Stabilita’. E che ha inquinato le acque di un dibattito su cui da sempre la posizione del premier e’ chiara: la totale distinzione tra l’appoggio al governo e la questione della decadenza del Cavaliere.

Una vicenda, quest’ultima, che arrivera’ domani al capolinea con il voto a Palazzo Madama, che pero’ ha finito di pesare sulla maggioranza nonostante – e’ il ragionamento – il governo non sia mai voluto entrare ne’ sulle modalita’ (come la scelta della giunta) ne’ sulla tempistica e la calendarizzazione. E mentre a fare da sponda alla posizione del premier arrivano anche le parole di Angelino Alfano che parla di errore nel cercare di sabotare il governo per la decadenza di Berlusconi, Letta sembra andare diritto per la sua strada. Pronto forse anche a salire al Quirinale, ma – almeno questa sembrerebbe l’intenzione – solo dopo il voto di fiducia: con quella ‘conta’ su cui punta per fare chiarezza e proseguire la sua azione di governo. Lanciando ancora una volta il suo monito: l’Italia deve agganciare la ripresa ed evitare il "caos", rimarca ancora da Trieste ricordando che "su questo sto lavorando da sette mesi e continuo a lavorare anche oggi…".