L’amore online non funziona, scoppia il 98% delle coppie

Sul web aumentano le occasioni per flirtare, ma le coppie che si formano non durano nel tempo e anzi spesso si tradiscono

L’abbondanza degli incontri ha reso “disfunzionale” il corteggiamento. A metterlo in evidenza è Anima Select che preconizza la fine del dating online e l’inizio di un nuovo tipo di “matchmaking”. Il primo esperimento di successo è stato quello di eHarmony, ad implementarlo uno psicologo che però ha avuto il limite di fermarsi al livello della logica.

«Ora è il momento del “matchmaking”, che però non è solo “mettere insieme”. Il primo esperimento di successo è stato quello di eHarmony creato dallo psicologo Neil Clark Warren, che però ha avuto il limite di fermarsi al livello della logica. Noi andiamo oltre, vogliamo privilegiare un approccio “analogico” – e quindi la comunicazione non-verbale – per scoprire quello che le persone veramente vogliono e che nella maggior parte dei casi non emerge a livello razionale» spiega Giuseppe Gambardella, ideatore e ceo di Anima Select (www.AnimaSelect.it), l’organizzazione che ha rivoluzionato il mondo degli incontri grazie alle tecniche scientifiche dell’«abbinamento emotivo».

Il concetto di dating online racchiude realtà molto diverse e in conflitto tra loro ed appena l’11% di chi utilizza i siti di incontri e le app è veramente interessato a trovare un partner duraturo. Un considerevole 23% degli utenti considera invece l’uso degli strumenti di dating sul web solo una “fonte di trasgressione”.

«Senza considerare che – tra chat, email e messaggi WhatsApp che non sono altro che una “negazione seduttiva”- l’abbondanza degli incontri facilitata dai portali e dalle app ha reso “disfunzionale” il corteggiamento» osserva Roberto Sberna, direttore generale di Anima Select.

Nella migliore delle ipotesi, quando le intenzioni sono buone, qualche coppia si forma ma le possibilità di successo sono esigue. Lo dimostrano i fatti: il 98% delle coppie così formate alla fine scoppiano.

Hanno provato a cavalcare quest’onda portali come Badoo e Lovepedia, che si sono particolarmente rivolti agli under-30, oppure come Lovoo e Meetic, forse rivolti ad un pubblico un po’ più grande. Ma alla base non vi è mai stato un vero servizio di matchmaking.

Nel 2000 a Pasadena, negli Stati Uniti, il metodo di eHarmony voluto dallo psicologo Neil Clark Warren è stato innovativo. E così anche l’approccio a livello europeo di Parship che nel 2001 lanciava un portale dedicato degli incontri seri, orientati a costruire una relazione duratura e basati sull’affinità di coppia.

«Questi sono i primi tentativi di matchmaking online, senz’altro meritevoli» commenta il fondatore di Anima Select. Ma il limite è stato quello di fermarsi a livello della logica.

Ora Gambardella vuole andare oltre ed il suo asso nella manica è il «metodo delle discipline analogiche». Come nel 2000 per eHarmony, anche qui, dietro, vi è uno psicologo famoso: Stefano Benemeglio, padre delle discipline analogiche, noto per i molti esperimenti di successo portati avanti nelle sedi più prestigiose includendo anche l’Ordine dei Medici di Madrid e per la sua ampia ricerca portata avanti fin dagli Anni Settanta quando fu counselor e coach di numerose stelle di Hollywood.

Proprio dopo aver partecipato ai corsi tenuti dallo psicologo romano, l’imprenditore italo-inglese ha lanciato questa nuova iniziativa che -attraverso parametri analogici- consente ad Anima Select di offrire la possibilità di raggiungere un pieno benessere emotivo e trovare quella che veramente è la propria anima gemella.

Le probabilità di riuscita sono elevatissime poiché a priori il «match» avviene solo con persone che hanno una tipologia analogica compatibile. Seguendo queste tecniche scientifiche, le coppie così formate hanno sempre un “incastro reale” basato sulla determinazione di 8 tipologie emotive.

Dopo il flop delle app come Tinder – che a livello mondiale si stima avere oggi 50 milioni di iscritti, costretti ad acquistare servizi extra per vedere risultati che poi sono scarsi e non si capisce chi veramente può pensare di poter capire da un paio di foto e due righe di presentazione se una persona è veramente compatibile – nasce dunque un nuovo approccio che niente ha a che vedere con quello che esisteva negli Anni Ottanta, ma che tiene conto degli aspetti più profondi e innovativi della psicologia umana, prestando una particolare attenzione al benessere emotivo della persona.

La persona giusta è una sola ed è improbabile trovarla su un’app, ma in amore non bisogna mai accontentarsi. Nella vita reale, basandosi sulla propria tipologia analogica, trovare il partner speciale che si è sempre sognato non è poi così difficile.