“Le ambasciate non sono luoghi di feste con tartine e dolcetti”. La replica del Sindmae, il sindacato più rappresentativo della carriera diplomatica, arriva dopo le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani sul ruolo della rete diplomatica italiana all’estero.
Il vicepremier aveva sottolineato la necessità che le ambasciate italiane siano soprattutto centri operativi a sostegno delle imprese italiane, evitando di essere percepite semplicemente come luoghi dedicati a ricevimenti e occasioni conviviali.
Una posizione che il Sindmae condivide sul piano della sostanza, ma coglie l’occasione per ricordare quanto già viene fatto quotidianamente dalla diplomazia italiana nel mondo.
Ambasciate italiane, “presìdi dello Stato”
In una nota il sindacato mette in evidenza il ruolo concreto svolto dalla rete diplomatica e consolare italiana.
“Le ambasciate italiane non sono salotti per ricevimenti ma presìdi dello Stato”, sottolinea il Sindmae. Un ruolo che comprende la tutela dei cittadini italiani all’estero, il sostegno alle imprese, la gestione delle situazioni di crisi e la costruzione di relazioni politiche ed economiche con i Paesi ospitanti.
La rete diplomatica, dunque, rappresenta uno degli strumenti attraverso cui l’Italia difende e promuove i propri interessi fuori dai confini nazionali.
Dalla tutela degli italiani al sostegno alle imprese
Ambasciate e consolati svolgono ogni giorno una funzione che va ben oltre la rappresentanza formale.
Il Sindmae ricorda infatti i numerosi servizi assicurati nel mondo da consolati e Istituti italiani di cultura, strutture che costituiscono un punto di riferimento per milioni di italiani residenti all’estero e per chi entra in contatto con l’Italia per motivi professionali, economici o culturali.
Particolare attenzione viene riservata anche alle imprese italiane, attraverso attività di promozione economica, accompagnamento sui mercati esteri e sviluppo delle relazioni con istituzioni e operatori locali.
Tajani: ambasciate sempre più operative
Le parole di Tajani si inseriscono proprio in questa direzione: trasformare sempre più la rete diplomatica in una struttura capace di sostenere concretamente il Sistema Italia.
L’obiettivo indicato dal ministro è quello di rafforzare il ruolo delle ambasciate come strumenti operativi al servizio dell’economia italiana, senza però dimenticare le altre funzioni istituzionali.
Il messaggio del Sindmae è altrettanto netto: la diplomazia italiana non può essere ridotta all’immagine dei ricevimenti ufficiali. Dietro quella rappresentanza c’è un lavoro quotidiano fatto di assistenza, diplomazia, gestione delle crisi, relazioni internazionali e promozione degli interessi nazionali.
La diplomazia italiana nel mondo
Il confronto aperto dalle dichiarazioni di Tajani porta quindi al centro dell’attenzione il ruolo della Farnesina e della rete diplomatica italiana all’estero. Ambasciate, consolati e Istituti di cultura sono chiamati a svolgere funzioni diverse ma complementari: dagli italiani all’estero alle imprese, dalla cultura alle relazioni politiche ed economiche. E il Sindmae lo ribadisce con una formula destinata a far discutere: le ambasciate non sono salotti per ricevimenti, ma presìdi dello Stato.































