«Essere vicini a quelle famiglie che tirano avanti con fatica, ai ragazzi che a vent’anni fanno la valigia per cercare lavoro, agli anziani soli, agli emarginati, a coloro che hanno smarrito il senso dell’esistenza».
È la consegna affidata da Papa Leone XIV ai circa 150 alunni del Pontificio Seminario regionale pugliese “Pio XI” di Molfetta e del Seminario vescovile di Aversa, incontrati in Vaticano.
Nel suo intervento, il Pontefice ha richiamato in particolare la condizione di tanti giovani che, spesso già all’inizio della propria vita adulta, sono costretti a lasciare il territorio d’origine alla ricerca di un’occupazione e di maggiori opportunità.
Giovani, vocazione e futuro
Guardando ai seminaristi, Leone XIV ha parlato della «meraviglia di Dio» e della bellezza di donare la propria vita alla Chiesa. Ogni vocazione, ha spiegato, nasce da un dialogo intimo con Dio, coltivato nel silenzio e nella preghiera, anche «nonostante il rumore talvolta assordante del mondo».
Per il Papa, il cammino spirituale non può però essere separato dalla dimensione comunitaria. La fatica della vita spirituale, ha sottolineato, è sostenuta dalla fraternità e dalla condivisione della missione.
Il riferimento evangelico è quello dei dodici apostoli: Gesù, ha ricordato Leone XIV, «non chiama un uomo solo, ma ne chiama dodici», persone diverse tra loro e non sempre facilmente riconducibili alle aspettative umane.
L’attenzione alle famiglie e agli ultimi
Nel suo saluto, il Pontefice ha rivolto parole di riconoscenza alle famiglie dei seminaristi e un pensiero particolare ai diaconi prossimi all’ordinazione sacerdotale, assicurando loro la propria preghiera.
Il messaggio consegnato ai giovani seminaristi si inserisce così in un richiamo più ampio alla vicinanza verso chi vive situazioni di fragilità: dalle famiglie che affrontano difficoltà economiche agli anziani soli, dagli emarginati alle persone che hanno perso un punto di riferimento nella propria vita.
Tra questi, anche i giovani emigrati per necessità, simbolo di una generazione che troppo spesso deve cercare fuori dal proprio territorio quelle opportunità di lavoro e di futuro che non riesce a trovare in patria.































