Più immigrazione regolare, formazione professionale e una cooperazione rafforzata contro i trafficanti di esseri umani. Sono questi alcuni dei punti centrali del confronto tra Italia ed Egitto, andato in scena ieri al Cairo, dove il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato l’omologo egiziano Badr Abdelatty.
Il principale risultato della missione è stata la firma di una Dichiarazione sulle migrazioni, con l’obiettivo di aumentare i percorsi di ingresso regolare dall’Egitto verso l’Italia.
Tajani: “Migranti regolari formati per le nostre aziende”
«I migranti regolari possono essere occupati nelle nostre aziende attraverso una dovuta formazione», ha sottolineato Tajani, evidenziando il legame tra gestione dei flussi, formazione professionale e fabbisogno di manodopera.
La nuova intesa punta infatti a rafforzare i percorsi di migrazione regolare, concentrandosi soprattutto sulla formazione dei giovani e sullo sviluppo delle competenze necessarie per favorire un inserimento lavorativo qualificato.
Formazione professionale e Piano Mattei
Un ruolo centrale sarà affidato alla formazione tecnica e professionale, settore sul quale il governo italiano intende investire anche attraverso l’esperienza degli ITS Academy.
«Un settore sul quale puntiamo molto è quello della formazione tecnica e professionale in linea col Piano Mattei», ha spiegato Tajani, sottolineando la volontà di mettere a disposizione dell’Egitto il know-how maturato dal sistema italiano.
La cooperazione tra Roma e Il Cairo non si limita però al tema migratorio. Sul tavolo figurano anche altri ambiti strategici, a partire dall’energia, in un quadro di rapporti bilaterali sempre più stretti.
La lotta ai trafficanti
La Dichiarazione prevede inoltre un rafforzamento della collaborazione nel contrasto al terrorismo, al traffico di esseri umani e all’immigrazione irregolare.
«Italia ed Egitto sono entrambi impegnati contro i trafficanti di uomini», ha dichiarato Tajani durante la conferenza stampa con il ministro degli Esteri egiziano.
L’obiettivo è quindi costruire un modello che affianchi al contrasto dei flussi irregolari l’apertura di canali legali e qualificati, collegando formazione, competenze e possibilità di ingresso nel mercato del lavoro italiano.































