Italiani all’estero detenuti in India, l’ambasciatore Mancini li visita in carcere

L’ambasciatore d’Italia in India, Daniele Mancini, ha fatto visita oggi nel carcere di Varanasi (in Uttar Pradesh) ai due italiani, Tomaso Bruno e Teresa Boncompagni, condannati all’ergastolo con l’accusa di avere ucciso il loro compagno di viaggio Francesco Montis, trovandoli "in buono spirito".

Il caso di Bruno e Boncompagni e’ stato di recente esaminato nell’ultimo grado di appello dalla Corte Suprema. Nelle due udienze svoltesi nell’aula principale della Corte, la difesa ha sostenuto che la condanna all’ergastolo e’ stata comminata sulla base unicamente di "prove circostanziali" e in assenza di "evidenze mediche inconfutabili".

"Ho voluto personalmente informarli sull’andamento del processo di appello – ha detto Mancini – e sono stato contento di averli trovati in buono spirito, nonostante che ormai siano cinque anni che si trovano in carcere".

Insieme alla consorte Anna Rita, Mancini, che ha fatto visita alla coppia cinque volte, ha portato regali di Natale ed alcuni libri, nell’unico giorno fra l’altro in cui i due possono vedersi e riunirsi con le persone care. Successivamente ha telefonato alla madre di Tomaso, Marina Maurizio, che fa anche da tramite con i genitori di Teresa Boncompagni.

Al termine delle udienze il 5 dicembre in Corte Suprema, la difesa ha avuto la sensazione che la sentenza sul caso sara’ pubblicata in tempi brevi. Se non prima delle vacanze di fine anno che cominciano il 19 dicembre, almeno subito all’inizio del 2015.