Imu italiani nel mondo, tante promesse e un nulla di fatto – di Nello Passaro

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Questione IMU italiani all’estero. Al riguardo, possiamo ormai certificare che i provvedimenti approvati dalla legge di stabilità hanno disatteso le ragioni e le speranze degli italiani all’estero. Non resta che prendere atto, senza timore di smentita in quanto i fatti parlano da sè, della mancata volontà da parte del governo e dei suoi rappresentanti di maggioranza di porre rimedio all’attuale situazione.

Affermare il contrario significa solo voler manipolare o nascondere la realtà. Eppure la possibilità di venirne a capo, di trovare una soluzione, nasceva sotto un buon auspicio. Renzi aveva infatti dichiarato che avrebbe eliminato IMU E TASI sulla prima casa a tutti. E così è stato in effetti, ma non per gli italiani all’estero.

Lo stesso sen. Di Biagio, Ap, aveva creduto che i presupposti ci fossero, anche sotto l’aspetto economico, confidando nel buon esito del suo emendamento. A maggior ragione meraviglia ora, dinanzi all’insuccesso, la sua analisi riferita alla coralità operativa tra Camera e Senato a seguito dei lavori per l’approvazione della legge di stabilità tra gli eletti all’estero. Forse meno fiducioso ma altrettanto tenace e volitivo l’intento dell’emendamento MAIE, anch’esso però improduttivo di effetti.

A dimostrazione invece del loro impegno, i rappresentanti eletti all’estero di maggioranza invocano, in modo pretestuoso, la misura dell’estensione dell’esenzione TASI per i pensionati, misura che ad ogni uomo dotato di buon senso non può che sembrare automatica, nella sua logicità, per l’avvenuta equiparazione del regime.

Anche la generica affermazione secondo la quale c’e’ l’intento di arrivare al più presto ad un riordino complessivo della fiscalità sulla prima casa tiene conto delle proposte di equiparazione. Queste affermazioni lasciano il tempo che trovano, facendo dubitare che ci sia una volontà effettiva in questo senso, sia da parte loro che da parte dell’attuale  governo, essendo stati bocciati i due emendamenti di cui sopra.

Non resta che sperare che non si debba aspettare fino alla prossima legge di stabilità e che si incominci da subito ad attivare il lavoro cantieristico.

Coglie di sorpresa, o forse nemmeno più tanto, il riscontro di un intento autoreferenziale, quasi patetico, di alcuni eletti all’estero che tendono ad evidenziare il proprio merito per aver proposto e fatto approvare questo o quel provvedimento, nascondendo le loro responsabilità in merito all’omissione di provvedimenti su cui incombe tuttora il peso di oneri vessativi.