Il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) di Genova apre le proprie porte agli anziani per affrontare l’emergenza caldo e, allo stesso tempo, raccogliere preziose testimonianze sulla storia dell’emigrazione italiana.
L’iniziativa rientra nel programma “Estate Sicura“, promosso dal Comune di Genova, che mette a disposizione degli over 65 una rete di spazi climatizzati e gratuiti dove trovare ristoro durante i mesi più caldi dell’anno.
Da oggi e fino al 15 settembre, il MEI sarà quindi uno dei punti di riferimento cittadini dedicati alle persone più fragili, offrendo un ambiente fresco, sicuro e accogliente.
Ma il progetto va oltre la semplice assistenza. Durante la permanenza nel museo, chi lo desidererà potrà condividere un ricordo, un viaggio o una storia legata all’emigrazione della propria famiglia o alla propria esperienza personale.
Le testimonianze raccolte costituiranno il primo nucleo di “Se ghe pensu”, un archivio di memorie contemporanee che il Museo svilupperà nei prossimi mesi con l’obiettivo di conservare e valorizzare le storie delle migrazioni genovesi e italiane.
“Il MEI vuole essere uno spazio vivo, capace di accogliere, ascoltare e creare relazioni legando indissolubilmente passato e presente in un mondo in continua evoluzione. Chi entrerà troverà certamente un luogo fresco e accogliente, ma anche un museo che invita a fermarsi, raccontarsi e condividere una parte della propria storia che è di fatto la storia collettiva di questo Paese”, ha dichiarato il presidente della Fondazione MEI, Paolo Masini.
L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come un museo possa trasformarsi non solo in luogo di conservazione della memoria, ma anche in uno spazio di aggregazione sociale, dove il patrimonio storico si arricchisce grazie ai racconti di chi ha vissuto, direttamente o attraverso la propria famiglia, l’esperienza dell’emigrazione italiana.






























