E se rinunciassimo al presidente della Repubblica? – di Leonardo Cecca

Non ho intenzione di essere e/o sembrare irriguardoso nei confronti di nessuno, ma la corsa in atto nei corridoi che collegano i retrobottega dei vari partiti per la successione al peggior Presidente della Repubblica, mi porta a fare la seguente riflessione: è vero che il Presidente della Repubblica è previsto nella Costituzione, che forse sarà pure la più bella del mondo, ma a forza di strattoni, forzature e congenite storture, ormai è semplicemente inadeguata ed uno strumento solo utile al fabbisogno di qualcuno, ma, considerando il comportamento degli ultimi presidenti, soprassedere alla prossima elezione sarà solo un bene per il Paese senza pericolo di effetti negativi.

Ecco un breve elenco dei tantissimi ed inconfutabili effetti positivi: diminuiranno di molto le spese del Quirinale, non saremo "sudditi" di una persona di parte, che pomposamente si dichiara assolutamente neutrale, non avremo timore di possibili inciuci seguiti da governi non legittimati dalle elezioni, non ci saranno richiami ai governi, per cui non si nutrirà simpatia e tolleranza oltre il ridicolo per quelli per i quali si fa il tifo, non ci saranno disattenzioni per certi comportamenti non consoni di alcuni magistrati, dei quali però ci si accorge solo quando non fanno comodo, non ci saranno nomine di senatori a vita che servono solo per aumentare il peso politico di uno schieramento e, non ultimo, non ci sarà più il paternalistico e patetico sermone di fine anno.

Questa riflessione viene suggerita anche dalla "statura" dei personaggi che velatamente aspirano a tale carica, tutte mezze tacche che hanno fatto della politica la loro bottega da mercato rionale e che hanno pensato fino ad oggi solo al proprio tornaconto. Tra costoro c’è persino chi consultò il tavolo a tre gambe e, per farci entrare nell’Ue, alterò la contabilità di stato; c’è persino chi procurava aborti illegali usando la pompa per la bicicletta, chi da ministro degli esteri andava a braccetto con i terroristi di Hezbollah e poi dall’alto della sua arrogante presunzione dava del "mascalzone e pezzente" a politici ed a giornalisti e chi da presidente del consiglio in una notte del 92 attuò il prelievo forzoso del 6 per mille da tutti i depositi bancari. Vabbè, c’è anche chi vuol risolvere il tutto con la parità di genere, con il sessismo e l’integrazione unilaterale (cioè solo da parte nostra). Quanto siamo scesi in basso!

Tutti questi politicanti spacciatori all’ingrosso di "patti", "alleanze" e di tutto il fregnacciume che solo loro riescono a concepire dovrebbero riflettere sul pensiero di Konrad Zacharias Lorenz (zoologo): "Non esiste patto che non sia stato spezzato, non esiste fedeltà che non sia stata tradita, all’infuori di quella di un cane fedele". Aggiungo: tutti i cani sono fedeli. I politicanti questo pensiero lo conoscono, ma spudoratamente continuano a spacciarsi per seri e fedeli.