Cittadinanza italiana e italiani all’estero, deputati Pd: il nostro impegno continua

Martedì  13 ottobre l’aula della Camera ha dato l’ok alla riforma della cittadinanza, approvando lo ius soli per i figli degli stranieri nati in Italia. Ora il tutto passa al Senato. Il provvedimento lascia aperte alcune questioni riguardanti gli italiani all’estero. I deputati del Pd eletti dagli italiani nel mondo in una nota spiegano: “Abbiamo cercato in tutti i modi, con contatti politici ed emendamenti in commissione e in aula, di proporre”, per quanto riguarda la cittadinanza agli italiani all’estero che l’hanno perduta, “soluzioni che da anni abbiamo indicato in specifiche proposte di legge, presentate prima di ogni altro parlamentare. Ci è stato risposto che era preferibile non mettere a rischio la specificità del provvedimento, dedicato quasi esclusivamente ai minori stranieri, e non confondere due linee di intervento faticosamente costruite su situazioni diverse. Non è stata calata una saracinesca, insomma, ma si è pensato di affrontare la questione in prima istanza al Senato, dove un disegno di legge sul tema è in stato di avanzato esame”.

IUS SOLI, MAIE VOTA CONTRO: CITTADINANZA NON SI REGALA

Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta e Tacconi nel loro comunicato si tolgono anche qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di alcuni dei colleghi dell’opposizione: “Di fronte alla complessità del tema e alla obiettiva difficoltà di trovare una strada che porti a risultati concreti appaiono desolanti e tristi le speculazioncelle propagandistiche che altri eletti all’estero stanno tentando in queste ore. Parliamo dell’On. Picchi che in aula, senza avere mai mosso un dito sulle questioni della cittadinanza, il dito l’ha puntato contro chi sta facendo tutto il possibile in Parlamento per arrivare ad una soluzione positiva. Parliamo anche degli esponenti del MAIE, che dopo essere arrivati ultimi nella presentazione di disegni di legge in materia, hanno compiuto la loro definitiva omologazione allo schieramento di centro-destra (alla faccia della conclamata autonomia associativa!) raccogliendone le parole d’ordine più becere in tema di immigrazione e votando contro il provvedimento. Qualcuno sa dire perché quello stesso jus soli che a decine di milioni di italiani è servito per diventare cittadini di pieno diritto nei rispettivi paesi di emigrazione, diventa un attentato all’identità nazionale quando si tratta di persone che arrivano da noi con la speranza di salvare e migliorare la loro vita, come noi abbiamo fatto in realtà diverse dalla nostra? Posizioni miserevoli e tristi! Esse, tuttavia, nulla tolgono al notevole passo di civiltà che si compirà con l’approvazione della nuova legge in Senato – concludono i compagni dem – e nulla aggiungono all’impegno, che continua, per aprire proficuamente la pagina della cittadinanza degli italiani all’estero”.