TRAGEDIA A GENOVA | “Quel ponte sembrava fatto di sabbia, si è sbriciolato” [VIDEO]

“La strada dondolava, poi…”. Non si può morire così, bisogna che al più presto venga fatta luce su quella che è una vera tragedia nazionale

20 morti e 16 feriti dopo il crollo del ponte Morandi a Genova. Tragico bilancio che potrebbe aumentare, mentre ancora si scava tra le macerie. Come è potuto accadere?

“Sulle cause non abbiamo nessuna informazione robusta”, dice il capo delle emergenze della Protezione civile, Luigi D’Angelo. Eppure bisognerà dare risposte. Se non oggi, che è il giorno del dolore e della preghiera, domani, quando le famiglie delle vittime vorranno sapere chi ha ucciso i propri cari.

“La strada dondolava, poi il ponte si è sbriciolato”, racconta uno dei sopravvissuti, “sembrava fatto di sabbia, è venuto giù in un attimo”.

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ha detto che “tutto il governo e tutta l’Italia intera sono vicini alle famiglie delle persone coinvolte”. Intanto le famiglie delle vittime non vedranno tornare a casa i propri cari stasera.

Ancora Luigi D’Angelo: “Il crollo non ha interessato le strutture sottostanti al Ponte Morandi, e prevalentemente il greto del fiume. Anche l’area ferroviaria, dopo le opportune verifiche, è stata riaperta”. “Sono coinvolte solo le persone che si trovavano in macchina al momento del crollo”. “Ci sono case già evacuate e tutte le persone sono state messe in sicurezza”.

Anche la politica si fa sentire, come abbiamo visto, per esempio, con Toninelli o con Matteo Salvini: “Subito i nomi dei colpevoli”, ha sottolineato il ministro dell’Interno.

Ecco Matteo Renzi su Twitter: “Chi ha sbagliato deve pagare. E forse finalmente si potrà discutere di infrastrutture, senza ideologie. Ma oggi, per favore, oggi è solo il giorno del silenzio. Del cordoglio. Del dolore. E della gratitudine immensa per i soccorritori”, conclude il senatore del Pd.

Non si può morire così, bisogna che al più presto venga fatta luce su quella che è una vera tragedia nazionale. Nel frattempo a Roma Fratelli d’Italia dopo la tragedia di Genova chiede all’Amministrazione capitolina “di verificare attentamente lo stato di salute delle infrastrutture romane e in particolare, ponte Marconi e il viadotto della Magliana, oggetto di alcune interrogazioni presentate proprio dal gruppo di Fdi poche settimane fa”. Per evitare eventuali tragedie anche nella Città Eterna.