Voto all’estero, Maria Iacuzio: “Se i furbi pensano che gli italiani nel mondo siano stupidi”

“Scellerata l’approvazione dell’emendamento che dà la possibilità ai cittadini italiani che non risiedono all’estero di candidarsi all’estero. Questo è un caso che farà scuola di quando l’ingiustizia diventa legge”

“Nelle scorse ore si è consumato l’atto finale di una, così come dicono in Italia, “gran porcata”, nei confronti del voto degli italiani all’estero. Sono stati recepiti, vilmente e senza nessuna discussione, due emendamenti nella nuova legge elettorale che ledono profondamente la dignità, i principi democratici e la rappresentanza stessa degli italiani all’estero in Italia”. Lo scrive in una nota Maria Iacuzio, dal Regno Unito, che sottolinea: “Nessuna pur piccola modifica, invece, è stata apportata affinchè il voto all’estero possa essere messo al riparo da atti delinquenziali, come avvenuto in passato”.

Tra le altre cose, Iacuzio ritiene “scellerata l’approvazione dell’emendamento che dà la possibilità ai cittadini italiani che non risiedono all’estero, e non iscritti AIRE, di candidarsi in una delle ripartizioni geografiche estere” e osserva: “Ma quale diritto di reciprocità Onorevole Fiano (ispiratore della menzogna). Ciò sarebbe stato il caso solamente se agli italiani all’estero fosse stata riservata una rappresentanza parlamentare in proporzione al loro numero, cioè per quasi 5 milioni d’iscritti AIRE. Che tradotto avrebbe significato circa 90 Parlamentari. Ma in realtà ve ne sono solo 18 – abbiamo bisogno di politici con visione e non con allucinazioni!”.

“Per non parlare della seconda modifica, lì scendiamo proprio nel più profondo ridicolo. Praticamente si è imposto che non sono candidabili i cittadini italiani che negli ultimi 5 anni hanno ricoperto cariche elettive a qualsiasi titolo nel paese in cui vivono. A questo punto noi ci chiediamo quale sia la differenza tra un cittadino italiano eletto in un consiglio comunale o regionale nel paese in cui vive ed uno in Italia. Perché trattarli in maniera diversa, discriminandoli in relazione al luogo dove vivono?”.

Insomma, “non basta la discriminazione fatta sull’IMU (gli italiani nel mondo proprietari di case in Italia la pagano ancora e come se fosse la loro seconda abitazione, per gli italiani d’Italia l’Imu è stata eliminata), non basta la discriminazione sul canone televisivo, non basta lo schifo offerto dai servizi consolari, anni per rinnovare un passaporto. No, non basta”. Evidentemente è vero che con questo governo non c’è limite al peggio.

In conclusione Maria Iacuzio punta il dito contro l’On. Fabio Porta, che – ricorda la connazionale residente nel Regno Unito – ha dichiarato: “La norma elimina ogni possibilità di disparità nelle condizioni di partenza e, come l’esperienza insegna, tende a prevenire possibili forzature e brogli da parte di chi ha la possibilità di farne nelle condizioni a lui più favorevoli”.

A questo passaggio replica Iacuzio: “Caro Onorevole, noi non sappiamo quale siano state le sue esperienze in merito, di certo si percepisce dal suo commento che c’è dell’altro; non si limiti a fare solo vaghe insinuazioni su suoi connazionali nella sua zona”. “Purtroppo l’errore di tanti politici è dimenticare di essere stati eletti e pensare di essere stati consacrati, modificando semmai principi democratici condivisi, a garanzia di tutti, al fine di creare massime condizioni di disparità, disuguaglianza e discriminazione al momento di partenza. Questo è un caso che farà scuola di quando l’ingiustizia diventa legge”.