Stabilità e italiani all’estero, le reazioni dei senatori all’appello del MAIE – di Barbara Laurenzi

RomaNon votare la legge di stabilità come risposta ai tagli per la circoscrizione estera. L’appello del MAIE, lanciato dal presidente Ricardo Merlo in una video intervista rilasciata a ItaliaChiamaItalia, non sembra raccogliere il consenso dei colleghi senatori eletti all’estero.  

“Il senatore Maie, Claudio Zin, naturalmente voterà contro al Senato – aveva spiegato Merlo -. Ma se tutti i sei senatori eletti oltre confine riusciranno a imporsi, potranno cambiare le cose. Il problema è non pensare solo alla poltrona, ma agli italiani nel mondo che rappresentiamo. Adesso è il momento di muoversi, di fare gruppo, di unirci”.

L’unione, però, non fa la forza, almeno in questo caso. Gli eletti all’estero in Senato non raccolgono l’offerta del presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero e, mentre i democratici Francesco Giacobbe, Renato Turano e Franco Longo preferiscono non rispondere in via diretta, il collega del gruppo Per l’Italia Aldo Di Biagio liquida l’idea senza mezzi termini. “Non mi fate ridere – è la secca replica del senatore -, quella del MAIE è una proposta che non giudico nemmeno tale, non la prendo neanche in considerazione”.

Più riflessivo nei toni, seppur ugualmente contrario nel contenuto, è il Pd Claudio Micheloni. “Si tratta di un appello totalmente irresponsabile, il MAIE doveva lavorare prima, se ne avesse avuto la capacità politica avrebbe dato già dei risultati alla Camera, cosa che invece non è riuscita a nessuno degli eletti. A mio giudizio, quando si parla di legge di stabilità, si decide alla fine”, spiega Micheloni.

Stiamo lavorano in commissione bilancio e bisogna aspettare la conclusione del percorso che sta delineando la legge di stabilità, è presto per ipotizzare di votare pro o contro o addirittura per parlare di tagli agli italiani nel mondo, perché prima si prova a cambiare tutto in commissione, con gli strumenti che sono propri dell’azione parlamentare. Ci sono ancora troppe cose da decidere e da valutare, attendiamo prima l’esito del lavoro del Parlamento”.

E, in attesa del lavoro del Parlamento, resta ferma la certezza, e la fiducia, della nostra redazione, ma anche di tanti italiani nel mondo, verso i parlamentari eletti oltre confine. ItaliaChiamaItalia sa che i senatori faranno il possibile per cercare di rimediare al drastico ridimensionamento finanziario che la rete estera dovrà affrontare. Non è possibile dimenticare, però, come il fondo destinato ai patronati ammonti a oltre quattrocento milioni di euro l’anno. Se è vero che sono stati stabiliti dei tagli, è altrettanto realistico auspicare che tutti partecipino ai sacrifici imposti dall’alto, compresi i patronati.