Soldi al partito, a giudizio Tarantini e Mazzarano (Pd)

Illecito finanziamento ai partiti e millantato credito. Per questi reati e’ stato rinviato a giudizio a Bari il consigliere del Pd alla Regione Puglia, Michele Mazzarano. I fatti risalgono al 2008 quando Mazzarano, originario di Massafra (Taranto), era vicesegretario regionale del partito. Del solo finanziamento illecito dovra’ rispondere Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese noto per aver organizzato nelle residenze dell’allora premier Silvio Berlusconi feste con giovani donne ed escort.

Secondo l’accusa, l’esponente politico pugliese ha ricevuto 70 mila euro da Tarantini: diecimila per pagare il concerto di chiusura della campagna elettorale del Pd a Massafra per le elezioni politiche dell’aprile 2008; altri 60 mila, su indicazione di Tarantini, da un imprenditore che si aggiudico’ un appalto ospedaliero da 600 mila euro al quale Mazzarano assicuro’ che si sarebbe interessato. Per questi due episodi, rivelati da ‘Gianpi’ ai pm baresi nel 2009, il consigliere regionale e lo stesso Tarantini saranno processati dal 9 dicembre prossimo dinanzi al tribunale di Bari: nel primo caso per finanziamento illecito ai partiti, nel secondo per millantato credito.

Per un altro episodio di millantato credito il gup di Bari Sergio Di Paola, che oggi ha disposto i rinvii a giudizio, ha trasmesso gli atti per competenza territoriale alla procura di Taranto. Spettera’ ora ai magistrati della procura ionica valutare la fondatezza della presunta promessa di pagamento di 50mila euro fatta da Tarantini a Mazzarano per indurlo ad intercedere presso la Asl di Taranto per agevolare una sua societa’ nell’aggiudicazione di un appalto da 540mila euro. La gara fu poi sospesa perche’ si diffuse la notizia delle indagini in corso.

Mazzarano da anni continua a proclamarsi innocente e a difendersi. "Nella campagna elettorale delle politiche del 2008 – rileva – chiesi a Tarantini di finanziare un concerto di Eugenio Bennato, attraverso un assegno (nulla di piu’ trasparente) di 10.000 euro intestato direttamente al promoter di Bennato. Da quella manifestazione non avrei potuto trarre nessun vantaggio personale in quanto non ero candidato. L’ho fatto per il Pd". Per quanto riguarda l’accusa di millantato credito, l’esponente Pd spiega che "le accuse di Tarantini sono totalmente false" e nel processo "si scioglieranno come neve al sole". Di questo e’ convinto anche il presidente dei deputati del Pd, Roberto Speranza, che dice di essere "assolutamente fiducioso che Michele Mazzarano sapra’ dimostrare la propria totale estraneita’ alle contestazioni".

”Vicinanza personale” a Mazzarano e ”fiducia che la vicenda possa essere chiarita al piu’ presto” e’ inoltre espressa dalla segreteria provinciale del Pd di Taranto per voce del vicesegretario, l’avvocato Giampiero Mancarelli. ”Secondo la nostra Costituzione vige il principio di innocenza, di non colpevolezza fino al terzo grado. Qui, invece, siamo ad un’inversione dell’onere della prova”, afferma Mancarelli. Resta pero’ l’amara constatazione sui tempi lunghi della giustizia, anche perche’ entro il 2016 i reati saranno tutti prescritti. "Dopo due anni di indagini e altrettanti di udienza preliminare – spiega Mazzarano – finalmente un giudice di merito potra’ raccogliere la prove che confermeranno la mia correttezza e la mia totale innocenza. Rimane l’agonia mia e delle persone a me piu’ care per questi lunghi cinque anni di vera e propria via crucis. Quando la giustizia agisce cosi’, rovina la vita delle persone oneste".