Domenica 04 agosto 2013, la manifestazione s’è decisa il giorno prima, in fretta e furia i coordinamenti Regionali hanno ripartito le direttive. Sono partiti 500 pullman dallo Stivale (nonostante per Crozza l’esercito di Silvio in alta stagione fosse tutto al Billionaire). Solo dalla Puglia, la mia Regione, sono partiti 80 pullman verso Roma. Alle 18.00 Palazzo Grazioli era rovente, ma a quell’ora il clima scottava di rivendicazioni politiche. Un Silvio Berlusconi visibilmente commosso, con la voce rotta dall’emozione non ha saputo fare altro che ringraziare, ringraziare il suo popolo per l’amore e l’affetto incondizionato che checché se ne dica, nessun altro leader Occidentale può vantare.
Allora bisogna ripartire da qui, da questo bacino di credo e speranze che ieri ha colorato (come nel ’94) la piazza di bandiere “Forza Italia”. Ecco, il partito è rinato, poco importa quando verrà ufficializzato. La gente, la democrazia, ha già decretato il suo verdetto: “Si torni alla rivoluzione liberale”.
Se fosse stata una battaglia di dirigenza pidiellina, ci saremmo trovati dinanzi ad un uomo che non vuole andare in carcere e le truppe cammellate che tentano una via di fuga. Invece no, con la manifestazione di ieri si è dato corpo e struttura ad una idea precisa: “La magistratura faccia il suo dovere, come ordine dello Stato, ma lasci a noi la sovranità assoluta di decidere da chi essere guidati”.
Silvio Berlusconi è un simbolo, e quando sarà sostituito non sarà certo per una sentenza di un giudice di Cassazione, o per il ritiro del passaporto, o per il giudice di sorveglianza. In quelle carte non c’era reato, il Cavaliere è stato braccato dal fumus persecutionis che oramai è divenuto una camera a gas politica. Non ci toglieranno il nostro leader, non ci toglieranno i nostri ideali, non ci toglieranno il diritto di essere rappresentati e di riporre in Berlusconi Silvio l’epicentro della rappresentanza liberale.
E’ stata scritta una pagina buia, ma ricca di luce in questo squarcio d’agosto. Ognuno si prenda le proprie responsabilità e si faccia saltare il banco di questo Governo poco incline a tutelare i nostri diritti. E’ tempo di tornare a vincere, è tempo di tornare ad urlare le ragioni che incarnarono la discesa in campo dell’ex premier. Allora lo facemmo per un sogno, ora per scacciare un incubo.
Twitter @andrewlorusso
































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